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Tuscan Big Data Challenge: l’importanza dei dati

I Big Data sono ormai una realtà: ogni giorno viene raccolta una quantità di dati che fino a qualche tempo fa era impensabile e che provengono dalle fonti più disparate.

Dati personali degli utenti, dati sui loro gusti, sulle loro preferenze, sulle loro abitudini online e offline vengono acquisiti grazie a diversi strumenti.

Nel marketing questi dati vengono usati per lo più per profilare gli utenti in modo da individuare e raggiungere più efficacemente il target di persone che potrebbero essere interessate a determinate tipologie di prodotto.

Tuttavia, oltre che con finalità di vendita, i Big Data possono essere utilizzati anche in altri settori, per esempio quello medico, in cui raccogliere i dati su ampi campioni di pazienti potrebbe aiutare a trovare cure per diverse malattie, oppure in economia, per individuare perdite o sprechi o, ancora, nella produzione ingegneristica, per creare prodotti più soddisfacenti e prevedere guasti o difetti.

Quanto valgono i big data

Secondo l’Osservatorio Big Data analytics & business intelligence del Politecnico di Milano, nel 2017 gli investimenti in Big Data dovrebbero arrivare a superare i 1,1 miliardi, con un aumento di un quinto rispetto al 2016.

Ad investire sono soprattutto le grandi aziende a cui fa capo l’87% della spesa nel settore.

Tra le diverse tipologie di imprese che investono in Big Data al primo posto si classificano le banche che detengono il 28% della quota di mercato, seguite da industria, con il 24%, tlc e media con il 24%.

Nel settore manifatturiero, in quello delle assicurazioni e nei servizi il trend di crescita è superiore al 25% annuo mentre i rami in cui lo sviluppo è più modesto sono quelli di utilities, pa e sanità.

“Il mercato è mosso dalle grandi imprese che conoscono le opportunità offerte dall’analisi descrittiva delle informazioni e studiano nuove progettualità” spiega Alessandro Piva, responsabile della ricerca dell’Osservatorio.

Gli obiettivi dei progetti di analytics varati si sono rivolti per lo più a migliorare il rapporto con i clienti, per il 79% dei casi, aumentare le vendite, 68%, tagliare il time to market, 66%, ampliare l’offerta di nuovi prodotti e servizi e ottimizzare quella attuale per aumentare i margini, 64%, ridurre i costi, 57%, e cercare nuovi mercati, 41%.

Guardando ai risultati ottenuti, invece, spicca il miglioramento delle relazioni con i clienti, obiettivo raggiunto nella quasi totalità dei casi.

Tuscan Big Data Challenge

Nell’ambito della raccolta e della ricerca sui dati si colloca la Tuscan Big Data Challenge, un’opportunità rivolta a tutte le imprese toscane che abbiano in animo di esplorare le potenzialità dei Big Data applicati al proprio business.

In particolare l’obiettivo è quello di avvicinare a questo tema anche le aziende di piccole o medi dimensioni che di solito non utilizzano i dati e non ne sfruttano le potenzialità.

L’appuntamento, la cui partecipazione è gratuita, torna dopo il successo della scorsa edizione.

Per partecipare occorre compilare la scheda che si trova in allegato al bando e inviarla via mail all’indirizzo tuscanchallenge2017@sobigdata.it dal 1° novembre al 15 dicembre 2017 .

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