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Con “Olivia” l’olio extravergine diventa parlante, ma sa anche ascoltare

La tecnologia di conversational agent sviluppata da Intoote (www.intoote.it), di nome Olivia, consente all’olio extravergine di parlare. Può così raccontare di sé e rispondere alle domande di consumatori, appassionati o semplici curiosi. Attraverso un semplice QR code, presente sul sito www.olioparlante.it e stampato sul piccolo pendaglio appeso al collo di ogni bottiglia, è possibile fare domande e togliersi curiosità servendosi di tablet o smartphone: usi, caratteristiche, curiosità, differenze, degustazione, consigli per il consumatore. Olivia risponderà direttamente in linguaggio naturale.
E non è tutto. Olivia parla, ma sa anche ascoltare e apprendere: raccoglie esigenze, quesiti, bisogni, grazie alle tecniche di microtagging e al sistema di KPI (knowledge performance indicator). Restituisce così al produttore conoscenze preziose sul mercato e sulle esigenze di clienti e consumatori.
Olivia è ancora giovane, sta imparando ed evolvendosi. Oggi la tecnologia è al servizio dell’associazione delle Donne dell’Olio, ma è già pronta per lavorare in altri settori del food e del Made in Italy in generale.
La piattaforma che ha dato vita ad Olivia è stata realizzata presso il laboratorio di ricerca di Intoote, start-up innovativa in Area Sciente Park, Trieste. Si tratta di un sistema software appositamente ideato per creare e gestire agenti dialoganti ed è basato sui più avanzati progressi nel campo dell’intelligenza artificiale, intelligenza collettiva e natural language processing.

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Giornalista ed esperto in comunicazione, è affascinato dal variegato universo delle start-up del web, che è al centro, non di rado, dei suoi sforzi e delle sue velleità creative.