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Con lo smart working si liberano risorse finanziarie e si incentiva l’occupazione

Lo smart working ha come primo effetto quello di ridurre i costi per le imprese, liberando risorse in grado di creare nuova occupazione, soprattutto per donne e giovani. Meriterebbe maggiori incentivi e benefici fiscali: così la pensano i manager e gli imprenditori intervistati da Regus, fornitore di spazi di lavoro flessibili e coworking.
L’indagine offre un quadro della situazione in Italia, mettendola anche a confronto con le varie esperienze che si trovano in giro per il mondo.  Oltre 44.000 manager e professionisti in 100 diversi Paesi hanno risposto al questionario proposto da Regus.

L’aspetto che mette quasi tutti d’accordo ed è considerato fondamentale per la conversione al “lavoro agile” è quello economico: l’87% degli intervistati italiani e l’81% di quelli stranieri ritiene importantissima la drastica riduzione dei costi aziendali. La possibilità di lavorare da remoto, infatti, consente non soltanto ai lavoratori ma anche e soprattutto ai datori di lavoro di eliminare una serie di spese fisse e ciò rende disponibili risorse finanziarie da reinvestire nell’attività, creando anche nuovi posti di lavoro.

Ma come viene colmata la distanza fisica dei dipendenti?
Più del 96% delle imprese usa la messaggistica istantanea per comunicazioni di carattere professionale.
Whatsapp viene utilizzato in Italia dall’84,4% dei rispondenti (54% media mondiale);
Skype viene usata dal 73,5% dei manager e professionisti italiani e dal 60% di quelli mondiali, classificandosi come la soluzione di VoIP;
Facebook Messenger, sia in Italia che nel mondo, viene scelto nel 48% dei casi;
Viber viene scelto nel 18,4% dei casi in Italia e nel 13% nel mondo;
WeChat nel 5,9% in Italia e 11% nella media globale.

Mentre le applicazioni web utilizzate più comunemente sono:
Dropbox nel 64,1% dei casi (media mondiale 56%);
Google Drive nel 48,2% dei casi (media mondiale 43%);
WeTransfer, 35,3% in Italia e 18% nel mondo;
Google Hangouts con il 21,4% in Italia ed il 22% nel mondo;
Microsoft Remote Desktop, con il 14,9% Italia ed il 19% nel mondo.

L’esigenza di maggiori incentivi e i risvolti occupazionali
L’84% degli interpellati vorrebbe maggior attenzione e sostegno da parte dello Stato. L’86% vorrebbe anche agevolazioni fiscali per lo smart working. E sembra che  il Jobs Act abbia cominciato a recepire queste istanze.

Sul fronte occupazione, infine, il 78% degli intervistati ritiene che lo smart working sia uno strumento utile a favorire il rientro dalla maternità delle lavoratrici e la gestione dei tempi vita-lavoro di chi ha figli. Il 70% di manager e imprenditori non ha dubbi sul fatto che  questa auspicata rivoluzione del modo di lavorare possa favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.

Scritto da

Giornalista ed esperto in comunicazione, è affascinato dal variegato universo delle start-up del web, che è al centro, non di rado, dei suoi sforzi e delle sue velleità creative.