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L’impatto degli algoritmi sulla società: ad ottobre a Milano c’è State of the Net 2015

Una due giorni alla scoperta del mondo degli algoritmi e della loro influenza sulle nostre vite. E’ ciò che propone l’appuntamento annuale State of the Net, che quest’anno si terrà eccezionalmente a Milano, e non a Trieste come al solito, il 4 e 5 ottobre.
Gli organizzatori Beniamino Pagliaro, Paolo Valdemarin e Sergio Maistrello hanno deciso di puntare su Milano per via di Expo 2015, che sta richiamando visitatori dall’intero pianeta. L’evento avrà luogo presso l’UniCredit Pavilion.
Ad animare il dibattito intorno al tema portante dell’edizione 2015, ovvero l’algoritmo, saranno esperti internazionali, i quali andranno ad esplorare l’importanza e l’impatto delle formule che decidono quello che visualizziamo nei motori di ricerca, così come nella nostra personale homepage di Facebook, o l’apparizione di banner pubblicitari targhettizzati. Soluzioni in grado di moltiplicare velocità e meccanismi con un grado di efficienza e di efficacia impensabili, per effettuare migliaia di transazioni finanziarie al secondo, e creare una moneta virtuale. Nuovi prodotti e software nascono grazie alla capacità dell’uomo di ideare algoritmi utili alla conoscenza e alla soluzione di problemi con immediatezza e precisione. Un meccanismo pervasivo che richiede trasparenza e morale, e che necessita una riflessione per comprendere come influenza l’evoluzione della società come la viviamo oggi. Sarà possibile scoprire e discuterne con speaker di portata internazionale, che verranno annunciati nelle prossime settimane.
Anche nel 2015, State of the Net sarà un evento a ingresso gratuito grazie al sostegno dei partner che credono e rendono possibile il progetto. Per registrarsi e conoscere tutti i particolari dell’evento, basta andare sul sito sotn.it.

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iOmaggi.it, la startup che fa affari su ciò che non si paga

Un portale pieno di regali. E’ l’idea di business della startup iOmaggi.it. Il sito nasce nel 2014 con l’obiettivo di assicurare la massima visibilità alle più disparate attività commerciali attraverso l’offerta di un omaggio.
La proposta è rivoluzionaria e vantaggiosa sia per i clienti sia per gli utenti. In modo chiaro e accessibile, sono a disposizione sulla piattaforma omaggi offerti dalle strutture clienti, scaricabili direttamente e gratuitamente dal sito. Sono i più disparati: una notte supplementare in albergo, piuttosto che una seduta di trucco professionale gratuita per un’occasione speciale, una cena offerta all’accompagnatore in deliziosi e rinomati ristoranti nelle più belle città d’Italia, trattamenti benessere e altro ancora. La varietà di regali è conseguenza della ricchezza di attività commerciali presenti: hotel, B&B, centri benessere e ristoranti che, aderendo, hanno la possibilità di farsi pubblicità e aumentare il bacino di clientela.
iOmaggi.it si configura, quindi, come una una vera vetrina digitale, che, oltre ad aumentare la visibilità online delle strutture, garantisce un maggiore giro d’affari sfruttando l’idea accattivante del regalo; quest’ultimo, se i servizi offerti si saranno dimostrati all’altezza dell’aspettativa dell’utente, rappresenta anche una leva per la fidelizzazione.

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Al via la call per startup di 42Acceleretor: iscrizioni aperte fino al 15 luglio

Aperta la call internazionale di 42Accelerator, acceleratore di startup con sede a Torino che è alla ricerca dei migliori team e progetti innovativi high-growth. La call è rivolta a progetti in fase Early Stage, con una predilezione, non vincolante, per i settori ICT, Meccatronica, Internet of Things, Gaming.
42Accelerator, che si ispira ai migliori acceleratori di oltreoceano, offre:

  • mentoring intensivo in-house: supporto tecnico e metodologico alla validazione dell’offerta, del prodotto e del team da parte degli stessi imprenditori founder, ciascuno con competenze ed esperienze complementari;
  • collegamenti con mercati privilegiati e pipeline di investitori nazionali ed internazionali;
  • 15.000 euro di sostegno finanziario per raggiungere una public beta;
  • uno spazio in cui condividere la quotidianità con i mentor, tutti residenti, e gli altri imprenditori.

Il programma di accelerazione che propone 42Accelerator è scandito in 4 livelli di progressione, tutti validati da metriche oggettive per favorire il dialogo strutturato con gli investitori. L’obiettivo è raggiungere il Product-Market fit e conquistare una traction convincente. La crescita complessiva del progetto verrà mappata attraverso l’Investment Readiness Level.
Il programma partirà a settembre 2015 e avrà una durata di 4-6 mesi, a seconda della velocità di progresso del tea. Le competenze chiave dei mentori, co-responsabili assieme ai team di questo progresso, sono:  metodologia lean startup, crowdfunding, design thinking, prototipazione hardware e software, marketing digitale e growth hacking, business modeling, corporate venture.

 

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35.000 euro alle startup più promettenti: li mette in palio la Bocconi

35.000 euro a sostegno delle migliori startup. E’ il contributo che l’Università Bocconi, in partnership con Citi Foundation, mette a disposizione delle giovani imprese innovative più promettenti del panorama italiano, quelle capaci di raggiungere risultati importanti già all’inizio dell’attività. Oltre che il premio in denaro, i vincitori avranno diritto anche a diverse ore di formazione gratuita.
Con il Bocconi Start-up Day Award (www.startupday.unibocconi.it/award) – il cui bando è aperto fino al 7 settembre 2015 e che verrà assegnato il 24 novembre – l’Università, attraverso una giuria internazionale formata da 16 esperti, assegna premi in denaro per un totale di 35.000 euro, la possibilità di partecipare a corsi di formazione manageriale e la redazione di un case-study internazionale a cura di SDA Bocconi School of Management.
L’Award, al quale possono partecipare tutte le imprese costituite in Italia dopo l’1 gennaio 2010, è suddiviso in tre categorie:
– Un premio alla migliore startup in assoluto (partecipazione di un socio a uno dei master della SDA Bocconi School of Management dedicati all’imprenditorialità; riconoscimento economico di 15.000 euro; redazione del case-study).
– Un premio alla migliore startup nel campo dell’innovazione sociale (partecipazione di un socio al Master SDA Bocconi in Management delle imprese sociali, non profit e cooperative; riconoscimento economico di 10.000 euro).
– Un premio alla migliore millennial startup, scelta tra i team under 30 (partecipazione di un socio al Master SDA Bocconi in Imprenditorialità e strategia aziendale; riconoscimento economico di 10.000 euro).
“Le nuove imprese innovative sono il perno dello sviluppo delle economie avanzate. Quando sono ben gestite decretano il successo economico di chi le ha create, possono essere replicate in altre aree geografiche o altri segmenti di mercato ed evidenziano ricadute occupazionali dirette e indirette”, afferma il prorettore per l’internazionalizzazione e responsabile dell’iniziativa, Stefano Caselli, illustrando così i criteri di valutazione che saranno utilizzati dalla giuria internazionale: innovatività della business idea e risultati raggiunti in tre aree: fattibilità e competitività (business model, equilibrio economico-finanziario e redditività), scalabilità (replicabilità in diverse aree geografiche e segmenti di mercato) e ricadute occupazionali.

 

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Expo 2015 e Ministero del Lavoro: due contest per startupper e videomaker in ambito food

Progetti d’impresa in ambito alimentare. Video che raccontino attraverso i mestieri del cibo i progetti e le iniziative del programma Garanzia Giovani. E due contest ad attenderli: “Startup Food” e “Movie Your Food”. L’iniziativa è di Expo 2015 e Padiglione Italia, insieme al Ministero delle Politiche Sociali
“Startup Food” è volto all’individuazione di idee imprenditoriali che abbiano al centro il cibo e la sua valorizzazione, trasformazione e commercializzazione. I premi andranno alle tre migliori startup, che si assicureranno da 15.000 euro ciascuna, da utilizzare per le spese di avviamento dell’impresa (incentivo allo startup). Oltre al contributo in denaro, i vicitori potranno su servizi specialistici di accompagnamento alla creazione di impresa, erogati dai Servizi per l’Impiego competenti (consulenza orientativa individuale finalizzata a valutare le personali attitudini all’autoimprenditorialità, consulenza info-formativa per il rafforzamento delle competenze imprenditoriali, consulenza specialistica e affiancamento nella fase di startup, etc).
“Movie Your Food”, invece, è il contest dedicato a giovani video maker che vogliano provare a raccontare e promuovere i progetti e le iniziative del Programma Garanzia Giovani attraverso i mestieri del cibo. Saranno premiati i primi tre trailer classificati: 2.000 euro ciascuno da utilizzare per la frequenza di attività formative (master post laurea, corsi di specializzazione, corsi di formazione specialistica, etc.) individuate dal vincitore stesso. A tutti i vincitori sarà inoltre data visibilità nell’ambito della programmazione del palinsesto e del calendario degli eventi del Padiglione Italia, in coincidenza con il termine di Expo 2015.
Entrambi i concorsi sono aperti a giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni, che abbiano aderito al Programma Garanzia Giovani e siano stati presi in carico dal Servizio per l’Impiego competente alla data di presentazione della candidatura. La partecipazione è sempre a carattere individuale.
Per inoltrare la domanda, occorre accedere con le proprie credenziali dentro l’area riservata di Cliclavoro e procedere alla compilazione dei campi nelle sezioni “Start up Food” e “Movie Your Food”. C’è tempo fino alle ore 18 del 10 luglio 2015.

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Startup: 9 volte su dieci il “sogno” inizia con i soldi di familiari e amici

L’Italia è ancora molto indietro per quanto riguarda i finanziamenti ai progetti d’impresa. Il 90% delle volte le startup nascono con l’aiuto di genitori, nonni e zii. E, se puntano subito sull’internazionalizzazione, riescono a crescere più velocemente e a durare più a lungo. A scattare questa fotografia è una ricerca dell’Università di Bologna e di Aster, consorzio della Regione Emilia-Romagna per l’innovazione e la ricerca industriale, presentata in occasione della decima edizione del Research to Business, salone internazionale della ricerca industriale e dell’innovazione.
“L’Emilia-Romagna– ha detto Paolo Bonaretti, direttore generale di Aster – è la prima regione in Italia per numero di laureati in discipline tecnico scientifiche e per personale addetto a ricerca e sviluppo, ed è la seconda per numero assoluto e densità di start up. Dal 2000, quando è partito il programma europeo Spinner– aggiunge –il loro tasso di sopravvivenzaè molto elevato (77%) sia rispetto alle imprese normali che a quelle innovative, e il fatturato è cresciuto mediamente del 35% in 4 anni”.
La ricerca dell’Università di Bologna e Aster ha riguardato circa 100 start up della regione. E’ emerso che dalla fine del 2013 al 30 aprile scorso le imprese innovative iscritte nell’apposito registro nazionale sono più che raddoppiate: +123%, da 1719 a 3842. L’Emilia Romagna rappresenta il 12,05% del totale nazionale dietro la più grande e popolata Lombardia. Quasi la metà hanno un fatturato fino a 500 mila euro e fino a un massimo di 9 addetti.
Nell’88,6% dei casi le risorse finanziarie arrivano da parenti e amici, a cominciare da mamme, papà, nonni e altri parenti. Banche e istituzioni finanziarie intervengono raramente (3%) per finanziarie a medio-lungo termine la nuova impresa. Nel 2,6% delle volte si tratta di un debito bancario ordinario. La partecipazione di aziende industriali non va oltre il 4% così come i finanziamenti da Venture Capital si limitano ad appena lo 0,4% dei casi.
La ricerca ha ancherilevao che forma giuridica prevalente (82,3%) è la società a responsabilità limitata (srl).
“Analizzando il risultato di fatturato – spiegail direttore generale di Aster – si è visto che è più alto tra coloro che dispongono di marchi, che hanno ricevuto un supporto per l’internazionalizzazione e per la formazione in fase di consolidamento, che hanno partecipato a concorsi a premi e hanno ricevuto un finanziamento”.
Per le start up dell’Emilia Romagna i finanziamenti regionali sono stati quelli più cospicui. I 2/3 delle imprese innovative osservate da Università di Bologna e Aster hanno chiesto finanziamenti europei ma li ha ottenuti solo il 13%.L’80% ha fatto richiesta per quelli nazionali ma soltanto il 5,7% li ha avuti. Il 47,1% ha presentato domande per quelli regionali e nel 35,7% dei casi li hanno ottenuti. Il 67% ha chiesto risorse alle istituzioni locali e le hanno portate a casa solo il 25,7% delle volte.
Le start up – per loro stessa ammissione – hanno bisogno soprattutto di consulenze specialistiche (62,5%), concorsi e premi per le imprese (57,5%), formazione (57,5%), informazione e orientamento (45%).

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BadaPlus, l’app per organizzare le attività di assistenti e badanti

Ecco l’app per l’Italia che invecchia. Ecco l’app che aiuta chi ti aiuta. Sono sempre di più nel nostro Paese, e nel mondo occidentale in generale, le famiglie che hanno bisogno di assistenza per i propri anziani. Sempre di più quelle che affidano i propri cari in là con l’età o alla prese con problemi di salute, o entrambe le cose insieme, a badanti che se ne occupano durante tutta la giornata. BadaPlus è la nuova applicazione che consente al datore di lavoro, in questo caso la famiglia, di organizzare da remoto il lavoro che la badante/assistente svolge a domicilio secondo le necessità dell’assistito.
L’assistente familiare accede quotidianamente al planning giornaliero delle attività da svolgere e apporta su apposita casella un ceck sul lavoro eseguito. La famiglia ottiene un report giornaliero e/o settimanale delle attività realizzate ed eventuali parametri rilevati.

Come funziona
La famiglia procede alla configurazione attraverso password. Tre icone semplici sono presenti in home per la realizzazione del piano di lavoro:
Configurazione. Viene richiesto di indicare semplici dati della persona da assistere: nome cognome età , peso, autonomia. Cliccando su no autonomia vengono richiesti dati riguardanti la deambulazione, alimentazione, incontinenza. Il tutto permette in modo estremamente semplice e chiaro di delineare un piccolo profilo per individuare eventuali bisogni personali. Allo stesso modo vengono richiesti alcuni dati della badante atti a creare il plannig sulla base delle ore e giorni di presenza. Sono presenti inoltre le aree di intervento differenziate per colore. Entrando nelle 5 aree del lavoro di cura la famiglia può scegliere le attività da far svolgere individuandole da un elenco predefinito o attraverso il pulsante “altre” segnalarne ulteriori sulla base di bisogni personali. La famiglia inoltre indica i giorni e l’orario in cui tale attività può essere svolta.
Piano di Lavoro. Quotidianamente viene creato un planning a cui la badante accede che indica le attività da svolgere, evidenziate nel colore dell’area di appartenenza e l’orario in cui devono essere eseguite. La badante appone un ceck sulle attività portate a termine, ed in alcune aree può segnalare eventuali note aggiuntive come l’interesse, la partecipazione, parametri rilevati (temperatura, pressione…).
Reportistica. La famiglia quotidianamente e/o settimanalmente ottiene dal sistema un report con i dati rilevati e attività svolte.
BadaPlus offre attraverso costanti aggiornamenti una serie di servizi aggiuntivi e complementari. Per maggiori informazioni visitare il sito http://www.badaplus.it/.

Il premio
Recentemente l’innovazione della startup Badaplus ha ricevuto il premio di 15mila euro di InnovAgeing Solutions, la competizione promossa dalla cooperativa sociale Punto Service e da Fondazione Filarete e finalizzata a valorizzare tecnologie, prodotti e servizi innovativi dedicati alla terza età ad alto valore sociale.

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Torino, al via domani la VI Edizione dell’Ecommerce Day

Parte domani, martedì 9 giugno, al Mirafiori Motor Village di Torino, la VI edizione dell’Ecommerce Day. L’e-commerce agency Jusan Network, organizzatrice dell’appuntamento, ha avviato quest’anno una collaborazione con il Gruppo FCA, che sarà presente all’evento in qualità di sponsor d’eccezione.
La manifestazione è rivolta a imprenditori, decision maker, professionisti del settore, giornalisti e a chiunque sia interessato a scoprire il mondo del commercio elettronico nella sua totalità. Il successo delle cinque edizioni precedenti, tenutesi in quattro diverse città italiane (Torino, Genova, Bari, Villarbasse), è stato molto incoraggiante: una platea di circa 1300 partecipanti dal vivo e 12500 in streaming, 67 relatori e 33 imprese e associazioni coinvolte.
Quest’anno, oltre alle novità dal mondo del commercio elettronico (sviluppo, web marketing, aspetti legali e fiscali, logistica, assistenza clienti), sarà dato ampio spazio al tema della multicanalità, una strategia di relazione con gli utenti la cui importanza è ormai chiara a tutti.
Nel 2014 il valore dell’e-commerce B2C mondiale ha raggiunto la quota di 1316 miliardi di dollari, con una crescita del 22% rispetto al 2013. In Italia, l’aumento è stato dell’8%, per un totale di 24,2 miliardi di Euro di fatturato. Sono dati incoraggianti per il settore, che aumentano l’interesse intorno all’evento torinese.
Data la grande varietà degli argomenti trattati, Jusan Network ha deciso di proporre, rispetto alle passate edizioni, una nuova formula che vedrà l’alternarsi di conferenze plenarie, tavole rotonde, momenti di networking e business matching con i maggiori esperti e professionisti del settore e i Big Player nazionali ed internazionali del settore innovazione e sviluppo come: FCA, IBM, Zalando, Prestashop, Facebook, Banca Sella, GTT, CNA, ecc.
La partecipazione all’evento è gratuita (numero posti limitato). Per saperne di più si può visitare il sito web www.ecommerceday.it.

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Mercato dei media in Italia: solo il web cresce, + 10% nel 2015, verso i 2,2 miliardi di euro la pubblicità

Ormai i più s’informano in rete. Quasi 2 utenti internet su 3 in Italia leggono notizie online ogni giorno. Il sito o l’app del giornale preferito sono la prima fonte di informazione (38%), seguono, a pari merito (23%), i Social Network e i portali generalisti. A farla da padrone è Facebook, il 48% degli iscritti legge gli articoli postati dai giornali; mentre di Twitter si serve il 35% degli utenti.
Sono solo alcuni dei dati emersi dalla ricerca presentata dall’Osservatorio New Media & New Internet del Politecnico di Milano in occasione del convegno “Internet Advertising: verso il 30% del mercato”.
Dopo aver superato i 2 miliardi di euro nel 2014, il mercato degli Internet Media è previsto raggiunga i 2,2 miliardi di euro alla fine del 2015,  grazie, in particolare, alle componenti più innovative (Smartphone, Tablet, Smart Tv, Social Network, Applicazioni, Video online, ricavi Pay, Programmatic Advertising). Nel mercato complessivo dei Media (Pay e Advertising) che in 7 anni perdono quasi un quinto del valore iniziale, l’unica componente che cresce è quella dei Media abilitati da Internet.
Anzitutto contribuisce la grande diffusione dei nuovi device attraverso cui accedere a Internet: gli Smartphone saranno 40 milioni nel 2015, i Tablet 10 milioni, mentre le Smart Tv sono già presenti in 1 famiglia su 4 e attive in 1 su 8. Allo stesso tempo i Social Network stanno sempre più diventando il luogo privilegiato di interazione digitale: gli utenti vi spendono il 30% del tempo trascorso onlineinternet media2. Le Applicazioni rappresentano una nuova modalità di accesso ai contenuti a fianco del browser e occupano già l’84% del tempo trascorso sui device mobili. I Video, a cui gli utenti dedicano 2 ore al mese, sono diventati un veicolo chiave per la distribuzione di contenuti sia editoriali sia pubblicitari. Si stanno sviluppando nuovi modelli di revenue basati sulla vendita di contenuti a pagamento a fianco della pubblicità. Infine, il Programmatic advertising, ossia la compravendita di spazi pubblicitari online su piattaforme automatizzate, sta cambiando profondamente, da un lato, la filiera pubblicitaria online e, dall’altro, le strategie di acquisto degli spazi da parte delle aziende investitrici.
Il mercato Media abilitato dal New Internet ci aspettiamo cresca del 40% circa nel 2015, arrivando a superare il miliardo di euro” afferma Marta Valsecchi, Responsabile della Ricerca dell’Osservatorio New Media & New Internet. “Mentre la restante componente degli Internet Media, quella che definiamo Old Internet e che è composta dai formati pubblicitari più classici su Pc (come Standard Display Advertising, Search, email advertising e Classified), continua a calare di qualche punto percentuale. Prevediamo così che il New Internet nel 2015 sorpassi l’Old Internet, raggiungendo una quota del 55% sul totale mercato Internet Media (nel 2014 vale il 45%)”.
Con un incremento di quasi il 10% nel 2015, gli Internet Media arrivano a valere il 15% del mercato complessivo. Sul mercato pubblicitario il peso di Internet è già molto più rilevante, stimato intorno al 30% alla fine di quest’anno. Alla base della crescita, c’è la spinta delle componenti più innovative, come Social (oltre il +40%), Video Advertising (+15% circa) e ricavi pubblicitari su Smartphone (intorno al +40%).
In questo scenario, non solo le Media Company italiane tradizionali (broadcaster ed editori) vedono una pesante riduzione dei ricavi sui  “vecchi” media, ma stanno anche perdendo quote di mercato sugli Internet Media: se nel 2008, infatti, presidiavano quasi la metà di questo comparto, nel 2015, potrebbero arrivare a controllarne meno di un quarto. Non stanno riuscendo, quindi, a valorizzare i molti asset che possiedono (capacità di produzione di contenuti, brand awareness e reputation, base utenti ecc.).
Le aziende Media italiane sono chiamate a cambiare pelle, valorizzando però al meglio gli asset fino ad oggi creati”, commenta Andrea Rangone, Coordinatore degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. “Tra le dimensioni di innovazione che è possibile mettere in atto segnalo i nuovi modelli di produzione dei contenuti, come ad esempio la content curation ovvero la capacità di sintetizzare la grande mole di informazioni presenti in rete su un determinato argomento, rendendole così fruibili in modo semplice e immediato dagli utenti; oppure lo sfruttamento di nuovi canali distributivi per i propri contenuti, tenendo conto del fatto che gli utenti utilizzano sempre di più i social network e i mobile device per informarsi. Inoltre occorre sperimentare nuovi modelli di revenue che possono anche prevedere servizi premium per gli utenti. L’innovazione può passare anche dalla diversificazione delle aree di business in cui si opera, come l’ingresso in nuove arene quali l’eCommerce e l’Advertising, realizzato spesso attraverso partnership strategiche o operazioni di M&A”. Aggiunge Andrea Rangone “per avviare questo processo di innovazione, la contaminazione con il mondo delle startup costituisce una grande opportunità. Sono oltre 450 le startup finanziate a livello internazionale in questi ambiti nel corso del 2014. Diventa strategico per le Media Company saperle scovare quando sono ancora piccole, riuscire a supportarle nella crescita e integrarle per giovare delle loro idee innovative, del rapido time to market e della loro flessibilità”.

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BabyGuest, viaggiare con bimbi al seguito non è più un “trasloco”

E’ più facile viaggiare con i propri figli grazie a BabyGuest, la prima piattaforma per il noleggio e l’acquisto di attrezzature per l’infanzia che semplifica la vita dei genitori in viaggio e aiuta gli alberghi a diventare “amici dei bambini”.
Passeggino, culla, seggiolino, scaldabiberon sono solo parte del corredo di oggetti e strumenti vari che quando si parte con i piccoli al seguito sono (o sembrano – ndr) indispensabili, che sia per un week-end o per il giro del mondo. Insomma, ogni partenza equivale ad un mini trasloco. BabyGuest nasce proprio per evitare di portarsi con sé in viaggio la casa intera. Su questa piattaforma professionale è infatti possibile noleggiare tutte le attrezzature per l’infanzia e acquistare i prodotti di prima necessità avendo la certezza di ricevere tutto a destinazione nel giorno e l’ora stabiliti.
BabyGuest non dialoga solo con i consumatori finali. Ha anche un canale di noleggio/vendita dedicato agli operatori qualificati del segmento turismo. Primi fra tutti: gli albergatori. L’obiettivo è permettere agli hotel di attrezzarsi al meglio per accogliere le famiglie, fornendo loro tutto ciò che serve per soddisfare le esigenze dei piccoli ospiti. Con questo strumento tutti gli alberghi hanno la possibilità di diventare realmente “kid friendly”.
Una’idea così non poteva che essere frutto di intuito femminile. L’idea imprenditoriale è di Serena Errico, mamma e viaggiatrice non stop per impegni professionali, di famiglia o semplice svago. Il servizio è la risposta ideale a chi vuole concentrarsi sulla sola esperienza di viaggio. Con la tranquillità che il comfort dei piccoli sarà assicurato al 100%. I prodotti presenti a catalogo rispettano tutti gli standard di sicurezza internazionali e sono accuratamente puliti, igienizzati e imballati dopo ogni utilizzo. Sono inoltre regolarmente revisionati e rinnovati. Altro plus: grazie a una logistica centralizzata, BabyGuest consegna in tutti i paesi dell’Unione europea.
Semplicità d’uso. Ai genitori che viaggiano con i propri piccoli bastano pochi click per accedere alla piattaforma, selezionare i prodotti necessari e creare la propria BabyBag. I pagamenti avvengono tramite carta di credito o circuito PayPal. Per le strutture alberghiere le modalità d’accesso al servizio sono due: una “short term” e una “long term”. Nel primo caso BabyGuest, in versione white label, viene integrata nel sito della struttura, affinché sia il cliente stesso a noleggiare ciò che gli serve. Nel secondo caso è l’albergo a noleggiare le attrezzature per un periodo predeterminato decidendo poi se darle in dotazione gratuitamente o riaffittarle con relativo mark-up. Il vantaggio dell’opzione noleggio per gli alberghi è di non avere immobilizzazioni di capitale per merce soggetta a obsolescenza.
Da sottolineare che il programma qualità prevede che le attrezzature noleggiate abbiano un ciclo di vita non superiore ai sei mesi. Sia per quelle a disposizione dei consumatori finali sia per quelle in uso negli alberghi. Questo limite serve a fare in modo che il servizio offerto rimanga sempre ai massimi livelli. Questa scelta ha anche un risvolto sociale, dato che le attrezzature dismesse sono donate a chi ne ha bisogno, in particolare alla Casa dei Bambini, inaugurata a Milano nel 2011 e totalmente dedicata ai piccoli e alle loro famiglie.

[Nella foto sopra il titolo, Serena Errico, founder di BabyGuest]

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