AuthorFabio Carlini

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Hello, la chat che ti “teletrasporta” dove ti piacerebbe essere

Rendere possibile il “teletrasporto” in chat. Ecco l’intuizione di quattro ragazzi bolognesi ventenni. L’app geolocalizzata seleziona gli utenti sulla base di luoghi e punti di interesse. E li porta dove desiderano essere, o dove ancora non sono.
Una chat capace di “accompagnare” l’utente lontano, anche dall’altra parte del mondo, dandogli la possibilità di interagire con persone che non conosce, che stanno partecipando, ad esempio, a un evento, un concerto, una partita.
Hello, presentata all’ultimo Smau di Bologna, è stata sviluppata da Marco Fabbri, Giuseppe Travasoni, Federico Ruggi e Stefano Mongardi. «A differenza di altre app, come WhatsApp e Messenger, gli utenti possono conoscersi senza essere mai entrati in contatto tra loro. I luoghi vengono autogenerati ed “estratti” dalle venue Foursquare» spiega il fondatore Marco Fabbri. Il servizio più originale però è quello del «teleport»: «Grazie ad esso è possibile “teletrasportarsi” in qualsiasi parte del mondo e conoscere persone ancora prima di raggiungere fisicamente un determinato luogo».

Ecco come funziona
Una volta fatto il login, va selezionato il proprio account social, quindi si sceglie il proprio nickname e si indica la propria città. A questo punto si può avviare la chat con gli utenti presenti in città, nel Paese o in un’area specifica (parco, locale o evento). «Il servizio è gratis sia per coloro che sono presenti nel luogo, sia per chi vuole esserci ma non può. Il modello di business prevede la realizzazione di una piattaforma per chatroom per locali ed eventi. Stiamo cercando ad oggi un partner economico che ci supporti in questa crescita. In ogni caso a breve renderemo possibile l’acquisto di servizi premium per il business: potremmo prevedere servizi b2b a bordo di navi, aerei, treni basandosi sulla rete wireless». Incoraggiante la partenza. «Siamo partiti ad aprile, nel primo mese abbiamo avuto 10mila utenti con un tasso di conversione sugli acquisti del 5 per cento», conclude Fabbri.

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Infarto, ecco un’app che può salvare la vita

Trovare in tempi rapidi un soccorritore professionale può essere decisivo in caso di attacco di cuore. Ora c’è un app, di nome Iosoccorro, sviluppata allo scopo. Siamo nella fase di sperimentazione, ma la nuova applicazione, una volta scaricata sul cellulare, promette di dare l’opportunità di allertare una persona in grado di eseguire le prime manovre salva-vita, come la rianimazione cardio-polmonare, in attesa dei soccorsi. E ciò può fare la differenza tra la vita e la morte di una vittima di arresto cardiaco.
L’idea imprenditoriale “ioSocCORRO – l’App che salva la vita” nasce dall’esperienza maturata da Stefano Mazzei nell’ambito del primo soccorso e salvataggio, con l’obiettivo principale di contribuire alla diffusione della cultura del primo soccorso nella comunità, coinvolgendo le Organizzazioni che operano in ambienti universitari, medico-sanitari, del volontariato di protezione civile, del soccorso professionale, dello sport e della cultura.
Ogni giorno, circa 200 persone perdono la vita a causa di un infarto in Italia. 80 volte su cento l’attacco avviene in ambiente extraospedaliero: a casa, in ufficio, a scuola, per strada e quasi sempre in presenza di testimoni. La possibilità di salvarsi si riduce del 10/12% per ogni minuto che trascorre prima della defibrillazione.  A 10 minuti dall’arresto cardio-circolatorio la sopravvivenza è in pratica par a zero. I soccorsi del 118 in pochissimi casi sono in grado di essere sul posto prima di 8-10 minuti, per cui la sopravvivenza rimane molto bassa (circa 1-5%). La RCP precoce aumenta la percentuale di sopravvivenza di 3 volte e insieme alla defibrillazione sono gli unici interventi che si sono dimostrati efficaci in caso di arresto cardiaco. Si stima che più del 75% degli adulti potrebbe sopravvivere se assistito nei primi momenti con un defibrillatore. L’app Iosoccorro, sviluppata da Salvamento Accademy, è in fase di sperimentazione in questo periodo nei 118 della Liguria.

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Carlo Alberto Carnevale Maffe’ (SDA Bocconi): ecco perché Facebook vale così tanto

Il valore di Facebook è raddoppiato negli ultimi tre anni, attestandosi sui 250 miliardi di dollari, che significano nono posto per dimensione tra le aziende S&P500 (le 500 aziende statunitensi a maggiore capitalizzazione). Ma a cosa si deve un boom di queste dimensioni? Lo spiega in un video Carlo Alberto Carnevale-Maffé, professore di strategia alla SDA Bocconi School of Management, che sottolinea come Facebook sia al contempo il più grande ‘sistema operativo sociale dell’umanità’ per coordinare 1,2 miliardi di persone, è come un grande club, un metodo di coordinamento sociale a basso costo, ma anche un enorme patrimonio di informazioni comportamentali sugli utenti. Oltre a essere diventato, dopo l’acquisto di WhatsApp, il più grande operatore telefonico low cost al mondo, spiazzando le grandi compagnie che hanno retto per cent’anni il mondo delle telecomunicazioni. Facebook ha anche un progetto di interconnessione del pianeta, denominato, internet.org, che è finalizzato alla diffusione della rete in tutte le zone del globo, anche le più remote e svantaggiate .
Gli analisti finanziari attribuiscono un valore enorme ai progetti futuri, ma soprattutto alle potenzialità del gigantesco volume di dati di cui il social network dispone su base volontaria. Non conosciamo fino in fondo e neppure possiamo immaginare tutti gli sviluppi che questo patrimonio di dati potrà avere. Di qui l’enorme valutazione di mercato, che si accompagna inevitabilmente a tutte le perplessità e le polemiche su privacy e protezione dei dati sensibili degli utenti.

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Analisi 4MAN Consulting: l’Italia è un Paese di imprenditori e startup innovative

64 imprese ogni mille abitanti in Italia, tra i tassi di concentrazione più alti d’Europa. E sempre di più sono le startup innovative. La ricerca di 4MAN Consulting ce ne offre una panoramica, indagando anche sulle motivazioni alla base della loro costituzione.
Si dice che in Italia sia difficile fare gli imprenditori, a causa soprattutto di burocrazia eccessiva ed elevata pressione fiscale. Eppure, sempre di più sono coloro che tentano l’avventura imprenditoriale. Gli ultimi dati Istat dicono che in Italia operano 63,8 imprese ogni mille abitanti. E se è vero che la crisi ha elevato il tasso di mortalità delle aziende, il fenomeno è bilanciato dalle startup che decidono di proporsi sul mercato.
“Le motivazioni che portano alla costituzione di un’azienda possono essere suddivise in tre macro categorie: aziende nate per clonazione; aziende frutto di successione; aziende nate da grandi idee. – Ha commentato Roberto Castaldo, business coach e fondatore di 4 MAN Consulting. Ognuna di queste tipologie ha in sé determinati punti di forza ma, al tempo stesso, è soggetta a specifiche minacce. Le aziende nate per clonazione sono le aziende familiari, che applicano un meccanismo di recruiting vecchio stampo: mio figlio, mio nipote, figli di amici, o comunque persone fidate. Spesso i giovani che iniziano a lavorare in questo modo, una volta imparato il “mestiere” decidono di aprire la loro azienda ed offrono ai clienti dell’ex-capo lo stesso prodotto, ma ad un prezzo più basso. Queste aziende basate principalmente su una politica di prezzo sono destinate a chiudere non appena il mercato cambia. Le aziende frutto di successioni sono aziende familiari in cui il passaggio generazionale avviene quando il capo decide di andare in pensione, lasciando il comando dell’attività al giovane figlio 40/50 enne. Il parco dipendenti è spesso coetaneo del capo uscente, nonché padre dell’attuale leader, per cui il tutto va rifondato. Il rischio in questo tipo d’impresa è che fallisca a causa dell’incapacità del successore di implementare, o almeno replicare, le dinamiche organizzative del fondatore. Negli ultimi anni sono nate moltissime start up, aziende innovative fondate su grandi idee, ma spesso gestite da tecnici che niente hanno a che fare con il mondo imprenditoriale. Queste imprese rischiano di non riuscire a decollare, o di avere vita breve, a causa dell’eccessivo orientamento al prodotto, senza avere un adeguato supporto sul fronte manageriale“.
” E’ indispensabile dire che senza un’adeguata preparazione del suo leader, qualsiasi azienda chiude entro i primi 5 anni. – conclude Roberto Castaldo.  Spesso nei miei corsi di formazione mi viene chiesto di parlare della figura dell’imprenditore, proprio perché molti che si ritrovano a capo di un’attività non hanno una vera cultura imprenditoriale. Possiamo sintetizzare in questi pochi punti le chiavi per gestire al meglio un’azienda:
1. L’imprenditore deve essere un buon venditore. Deve vendere la sua idea d’impresa:
•  Ad altre persone per farle lavorare alla sua idea;
•  Alle banche, per farsi finanziare;
•  Ai clienti che diventano i primi finanziatori dell’impresa;
•  Ai fornitori che devono affiancare la sua idea imprenditoriale;
2. Deve avere capacità di visione e leadership, l’imprenditore deve essere carismatico, deve avere coerenza, una visione chiara e deve diventare un catalizzatore di talenti in azienda. Competenza primaria: “capire le persone”, che si tramuta in capacità di reclutare personale, clienti, fornitori;
3. Deve essere curioso di conoscere e di imparare. Il primo investimento che deve fare è sulle sue competenze. “Chi non si forma si ferma”;
4. Deve avere un’altissima capacità organizzativa, per gestire flussi di informazioni per se e per i collaboratori;
5. Deve capire quando è il momento di lasciare. Questo vale anche sulle attività di delega più semplici. Spesso si entra in un delirio di onnipotenza nel quale si pensa di poter controllare tutto, e che tutti dovrebbero essere come lui… rischiando di diventare così il nemico numero 1 della sua stessa creatura.”

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Applix Education: soluzioni innovative per la scuola “digitale” che verrà

La scuola deve diventare al più presto 2.0. Deve cioè digitalizzarsi. E’uno dei cardini (meno discussi – ndr) della controversa e appena approvata riforma scolastica del governo Renzi, nota come “La Buona Scuola“. E per renderla buona davvero, Applix Education propone le sue soluzioni innovative.
Con oltre 125.000 utenti già attivi e più di 1.200 libri digitali multimediali disponibili, bSmart.it, la piattaforma di Applix Education, è ai vertici in Italia per la Digital EducationI 90 milioni stanziati subito dalla riforma e i 30 milioni ogni anno a partire dal 2016, per finanziare la diffusione digitale e i laboratori innovativi, rappresentano uno stimolo in più per le imprese tech del settore didattico.
Internet e le nuove tecnologie mettono già a disposizione di insegnanti e studenti una grande varietà di contenuti multimediali in grado di rendere più attivo e coinvolgente l’apprendimento. Il progetto di Applix per il mondo della nuova scuola digitale è sfruttare a pieno questi contenuti e la riforma del Governo; l’obiettivo è di contribuire a cambiare realmente la scuola italiana attraverso lo sviluppo di un sistema educativo completo che raccolga in un unico ambiente tutti gli strumenti necessari per lo studio e la didattica 2.0.
Il futuro è nella creazione di nuovi modelli collaborativi di produzione e fruizione dei contenuti ad alto valore, e da questo punto di vista bSmart.it è già molto avanti: un vero e proprio hub di contenuti e servizi integrati per insegnanti e studenti che consente di utilizzare in modo efficace e coinvolgente le versioni digitali dei libri di testo.

Da piattaforma a ecosistema educativo
Il prossimo step dell’azienda è quello di arricchire ancor di più la piattaforma trasformandola in un ecosistema educativo a 360°.
Cuore pulsante e fulcro di bSmart.it sarà il marketplace che darà accesso a numerosi contenuti a tutti i protagonisti dell’universo scolastico: le scuole stesse, gli insegnanti, gli studenti e le loro famiglie.
Verranno coinvolti anche gli editori scolastici i quali, attraverso il libro di testo hanno avuto un ruolo centrale nella proposta dei contenuti alla scuola, e sono progressivamente orientati ad assumente anche un ruolo di fornitori di contenuti per una didattica non unicamente basata sul libro di testo.
In questo quadro e nell’ottica di dare alle scuole la possibilità di accedere a un vastissimo patrimonio di risorse didattiche, il marketplace di Applix Education ospiterà contenuti multimediali anche di provenienza non editoriale (video, immagini, audio ecc.) forniti da provider nazionali e internazionali.
Applix Education inoltre, lancerà un nuovo servizio di tutoring e ripetizioni online, mettendo la propria esperienza e la qualità dei tutor selezionati al servizio delle famiglie. L’integrazione del servizio nella piattaforma bSmart.it consentirà ai docenti e ai tutor di utilizzare l’ampia proposta di contenuti e gli strumenti di lavoro per il successo scolastico di ciascuno studente.

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Digital Magics e zanox: partnership per far crescere le startup digitali con l’affiliate marketing

Un accordo tra il network zanox, specializzato nel performance advertising, e il noto incubatore Digital Magics per supportare la crescita delle startup con lo strumento dell’affiliate marketing.
I neo-imprenditori, residenti in Digital Magics, che decidano di aderire al network di affiliazione zanox, hanno diritto ad alcune agevolazioni per entrare nel mondo dell’affiliate marketing. Ma il vantaggio vero per gli aderenti è il modello commissionale che applica zanox, che si basa sui risultati e garantisce il valore dell’investimento, con commissioni sostenibili e dando la libertà di remunerare solo le vendite effettive. Il management di zanox offrirà inoltre un training formativo agli startupper, incentrao sull’affiliate marketing, presentando anche i player di mercato più importanti.
La prima startup innovativa di Digital Magics a voler beneficiare dell’accordo zanox – Digital Magics è stata QuitePeople, il portale di social shopping italiano. Si tratta di un vero e proprio outlet di viaggi, che seleziona, distribuisce e vende le migliori offerte sul mercato. QuitePeople è sviluppato dalla startup innovativa Beestay: una piattaforma riservata esclusivamente agli intermediari turistici (Tour Operator, Agenzie di viaggio tradizionali e OLTA), che consente attraverso un unico sistema di prenotare 160.000 hotel e servizi in tutto il mondo.

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Nuove frontiere del giornalismo: il New York Times segue il viaggio del Papa in Sud America su WhatsApp

Il New York Times ha annunciato che sta sperimentando l’applicazione di messaggistica per fornire aggiornamenti sulle visita di Papa Francesco in Ecuador, Bolivia e Paraguay.
Il tour, iniziato dall’Ecuador nei giorni scorsi, può essere seguito su WhatsApp dagli utenti registrati. In un post scritto per annunciare l’esperimento,  il giornale ha illustrato i passaggi necessari per entrare a far parte di quello che non è altro che un gigantesco gruppo di chat a senso unico. Ecco le indicazioni:

1. Scarica WhatsApp sul tuo telefono.
2. Salva questo numero, 347-346-3429, nei contatti del telefono.
3. Testo “PAPA” al numero suddetto
È possibile disdire in qualsiasi momento inviando “unsubscribe” allo stesso numero.

Gli aggiornamenti sono nello stile “appunti da una conferenza stampa”, con un giornalistaJim Yardley, capo dell’ufficio di Roma del Times, a far da narratore.
Il portavoce della testata, Danielle Rhoades, ha dichiarato che è “troppo presto per discutere l’esperimento WhatsApp, senza dati definitivi su quante persone stanno seguendo gli aggiornamenti”. Ma certamente il pubblico potenziale è grande: WhatsApp conta 800 milioni di utenti attivi al mese in tutto il mondo, la maggior parte di loro al di fuori degli Stati Uniti.
Tale vastità di possibili lettori ne fa una piattaforma di notevole interesse per gli editori, nonostante, rispetto ad altre (vd. Facebook, Twitter), sia più scomoda per il publishing . La BBC ha fatto un altro tipo di esperimento, utilizzando l’app per fornire informazioni a coloro che vivono o si  recano nelle zone colpite dall’ebola. Insomma, siamo nella fase in cui i media cercano di testarne l’efficacia su più fronti.

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Programma di accelerazione “all inclusive” per startup europee: al via la call di H-Camp

La call di H-Camp si apre in questi giorni. I progetti selezionati verranno inseriti in un programma di accelerazione internazionale “all inclusive” messo a punto dlla piattaforma digitale H-Farm e giunto ormai alla sesta edizione. Il programma mette a disposizione di ognuno dei 5 team selezionati un totale di 85.000€, comprendenti servizi di tutoring e mentoring finalizzati ad aiutare i giovani a sviluppare i loro progetti e agevolarli nelle relazioni con network consolidati.
H-Farm, membro del Global Accelerator Network, è in grado di mettere i team in contatto con i più importanti acceleratori sparsi sul pianeta. Parte dell’investimento comprende anche agevolazioni con partner tecnologici di primo livello, come PayPal, Amazon Web Services, Google, Indiegoggo, WeChat, Softlayer, Instal, Paymill, Aruba Cloud.
Il programma, fatto non comune, comprende anche le spese di vitto e alloggio nel pacchetto, ciò permette ai giovani partecipanti di trascorrere 4 mesi concentrandosi esclusivamente sullo sviluppo della propria idea. Altro vantaggio non trascurabile è quello di poter sfruttare l’intero ecosistema H-Farm, un network di startup e professionisti costantemente a disposizione da cui attingere consigli ed esperienza. Senza dimenticare gli eventi e gli esperti internazionali che animano quotidianamente la struttura ospitante.
Da quest’anno maggiore attenzione è stata rivolta al panorama europeo, in modo da attingere da un bacino più ampio idee innovative che possano fare davvero la differenza in settori quali: Food and Wine, Fashion and Design, Travel and Tourism, Offline and Online Retail, Internet of Things, con un occhio di riguardo ai progetti orientati al B2B.
Al termine dei 4 mesi, H-Farm e il proprio network di investitori e business angel valuteranno la possibilità di procedere con un ulteriore investimento nel progetto. C’è tempo fino al 26 agosto per presentare la propria idea. Per iscriversi: http://www.h-farmventures.com/acceleration-program/

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ScegliereSalute.it: arriva il tripadvisor della sanità

Funziona come Tripadvisor. Di certo lo si frequenta per motivi meno piacevoli. Ma è anche molto utile. Si chiama ScegliereSalute.it e serve ad avere tutti gli elementi per individuare al meglio dove e da chi farsi curare.
Si lasciano e condividono recensioni, o semplicemente si leggono le esperienze degli altri. Il portale  nasce dalla volontà di offrire all’utente uno strumento ulteriore di confronto, per conoscere la migliore offerta di servizi sanitari sul territorio nazionale, sulla base dei pareri di chi ha già ricevuto gli stessi trattamenti e desidera esprimere un giudizio, positivo o negativo, sul singolo reparto o l’equipe medica dedicata.
Dal sito Scegliere Salute si accede a una banca dati completa di medici, altri professionisti della sanità, strutture e centri diagnostici, ordinati per categoria, reparto, regione e provincia.
Registrandosi sul sito con il proprio account personale, l’utente è in grado di selezionare la struttura e il reparto di suo interesse, leggere le recensioni degli altri utenti e scriverne una propria, oppure porre domande alla struttura. Le recensioni sono inoltre condivise con le strutture sanitarie interessate, e queste invitate a interloquire con gli stessi utenti, chiarendo dubbi e offrendo loro informazioni.
Le valutazioni degli utenti sui singoli reparti ospedalieri rispondono a quattro standard di qualità: igiene, efficienza, comfort, professionalità. L’affidabilità e la trasparenza del portale dipende dal fatto che gli account sono verificati, le recensioni limitate nel tempo per prevenire abusi e automaticamente segnalate alla struttura sanitaria che ha la facoltà di pubblicare la propria risposta al giudizio ricevuto.
Infine il portale permette agli utenti registrati di consultare i profili di medici e di altri professionisti sanitari, contattarli direttamente e assegnare una preferenza con un click. Scegliere Salute è disponibile anche come App gratuita su Apple Store e Google Play.

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Italia Startup: Marco Bicocchi Pichi è il nuovo presidente e Antonio Perdichizzi il vice

pres ita startupNuove nomine in Italia Startup. Marco Bicocchi Pichi e Antonio Perdichizzi saranno al timone per i prossimi tre anni, 2015-2018. Le novità sono state annunciate dal nuovo Consiglio Direttivo  che, appena eletto dall’Assemblea dei Soci. Contestualmente ai nuovi incarichi, è stato approvato l’ingresso di Assolombarda in Associazione e sono state confermate le nomine dei 30 consiglieri che compongono il nuovo Consiglio Direttivo.
“Sono molto felice di guidare Italia Startup nella fase di “scale-up” che segue quella di “start-up” intrapresa con grande successo dall’Associazione dopo il debutto del 26 Maggio 2012. afferma Marco Bicocchi Pichi Presidente neoeletto di Italia Startup “fin dalla sua costituzione, in Italia Startup abbiamo lavorato per “fare sistema” e unire le forze di chi attivamente vuole diffondere la passione del fare impresa e la cultura dell’intraprendere. Imprenditori e imprese sono, infatti, al centro del nostro progetto e ora che la fase “seed” dell’Associazione è terminata, durante questo secondo mandato che si apre oggi, dobbiamo lavorare per crescere e diventare un’associazione con una sempre maggiore capacità di incidere sui fattori che determinano la possibilità di sviluppo delle nostre imprese perseguendo l’obiettivo di rendere innovative le grandi imprese e grandi le nuove imprese innovative. La nostra azione deve quindi essere centrata sulla figura dell’imprenditore e sull’ampliamento e il rafforzamento di un ecosistema solido che coinvolga attivamente startup e imprese e evolute nella creazione di valore per il nostro Paese.”
Tra gli obiettivi cui sarà orientato l’operato di Italia Startup durante il prossimo triennio, oltre a quello di favorire uno scambio virtuoso tra startup e imprese consolidate, c’è dunque una forte volontà di far crescere l’Associazione per dare voce e rappresentanza all’ecosistema startup italiano. Un intento che si concretizza sin dai primi passi, grazie all’importante e significativo ingresso di Assolombarda tra le fila dell’Associazione.
“La nostra adesione a Italia Startup – ha dichiarato Alvise Biffi, Presidente Piccola Industria Assolombardanasce dalla volontà di ampliare ulteriormente il sostegno alle startup del territorio.  Assolombarda lo scorso anno ha lanciato il progetto “Startup Town”, uno dei 50 progetti del Piano strategico “Far volare Milano”, che offre alle neonate imprese una grande opportunità nell’ambito dei servizi e della rappresentanza. Insieme ad Italia Startup lavoreremo per promuovere la passione del fare impresa, avvicinando ancora di più le giovani aziende al tessuto imprenditoriale italiano che si è già affermato”.

[Nella foto, Marco Bicocchi Pichi, nuovo presidente di Italia Startup]

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