AuthorFabio Carlini

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Facebook e giornalismo a braccetto: dopo “Istant Articles” arriva “Signal”

Facebook si afferma sempre più come “luogo” fondamentale per chi fa informazione. Il più famoso dei social, infatti, continua a lanciare strumenti evoluti per pubblicare e, ora, anche ricercare notizie. Di recente abbiamo conosciuto Istant Articles, che serve appunto a leggere gli articoli direttamente sulla piattaforma, senza necessità di spostarsi attraverso i link sui siti delle testate. Adesso è arrivato Signal, che consente ai giornalisti di trovare su Facebook fonti, trend topics e notizie fresche da riproporre al proprio pubblico.
Ma Signal è più di una semplice raccolta di fonti, dà infatti la possibilità di approfondire i vari argomenti mediante tutta una serie di correlazioni tra metriche. Si presenta, insomma, come una vera e propria dashboard in cui cercare ed organizzare le informazioni.
La struttura è più o meno questa. C’è una prima area in cui sono elencati i trending topic e quelli emergenti. In un’altra sezione è invece possibile individuare quali figure pubbliche stiano veicolando e influenzando di più le conversazioni. Da segnalare anche l’integrazione con Instagram, che consente di trovare immagini strettamente correlate alle news, sulla base di criteri geografici e non solo.
Il giornalista può, inoltre, contare su un pannello di gestione all’interno del quale archiviare tutte i suoi lavori per eventuali future pubblicazioni. C’è poi la possibilità di incorporare contenuti sia online che offline per una massima diffusione.
Attualmente Signal è attivabile solo per coloro che fanno informazione prevalentemente in lingua inglese. Sono, comunque, disponibili un sito ufficiale, ma soprattutto un gruppo Facebook in cui fare richiesta, non prima di aver messo in evidenza sul proprio profilo la testata o l’editore per cui si lavora.

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Da whoosnap una spinta decisa al citizen journalism

Ormai qualsiasi cittadino munito di smartphone può diventare reporter per un giorno. E’ il concetto di citizen journalism. Cioè chiunque può essere testimone di un fatto improvviso, scattare una foto, girare un video e poi vederseli richiesti e pubblicati dai diversi media.
E’ in questo contesto che prende forma whoosnap, l’app che ti trasforma in fotogiornalista. Per ora c’è una versione beta, che presto sarà ulteriormente sviluppata, anche grazie ai 400mila euro ricevuti da tre investitori: 100 da LVenture Group, 150 mila dal Club degli Investitori di Torino e altri 150 mila da business angel. Il funzionamento è semplice: c’è chi è vicino ad un evento e scatta una foto, rendendola disponibile, chi la cerca (grazie alla geolocalizzazione) e l’acquista, pagando da 20 centesimi fino a 50 euro. Le foto non comprate immediatamente finiscono in un archivio e potranno essere cercate (e acquistate) poi.
Whoosnap trattiene il 30% del prezzo della foto. Chi, ad esempio, avesse assistito ad un evento di un qualche interesse e scattato delle foto, con questa applicazione, invece di pubblicarle, ad esempio, sui social network (da dove spesso vengono prese dalle varie testate, magari con citazione, ma senza scucire un soldo), potrà caricarle su whoosnap, stabilire un prezzo e valutare le offerte. Devono essere scatti in tempo reale e non ritoccate. Su questo punta punta l’app. L’idea è venuta a Enrico Scianaro, 28 anni, cercando in rete foto di un evento lontano, introvabili.
L’app può essere utile a tutti, ma è per ovvie ragioni particolarmente apprezzata da chi fa informazione. Si tratta, in fin dei conti, di poter contare potenzialmente su un inviato in ogni parte del mondo. Ciò, prevedibilmente, sta mettendo in allarme i fotografi professionisti, che si vedono in qualche modo “scavalcati”.
Ci sono poi risvolti in altri ambiti, ad esempio quello assicurativo, in cui spesso si nascondono le truffe e i furbetti.  «Sono stati effettuati patti commerciali anche con compagnie di assicurazione – spiega Scianaro – Nel caso di un incidente stradale, ad esempio, l’azienda può richiedere a chi è nelle vicinanze di scattare una foto e verificare l’entità del danno».

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Start Cup 2015: la Scuola Superiore Sant’Anna premia le idee innovative

A Pisa si premia l’innovazione. La Scuola Superiore Sant’Anna, in collaborazione con Ilonova (il network delle università toscane), organizza Start Cup 2015, una gara aperta a idee innovative nate sia in ambito accademico che imprenditoriale.
I premi in denaro, a cui anche quest’anno contribuisce la Regione, andranno ai primi tre classificati. 
Sono ammessi alla competizione gruppi di persone fisiche e/o giuridiche con un’idea imprenditoriale basata sulla ricerca scientifica e tecnologica o coloro che hanno recentemente costituito un’impresa innovativa (dopo il 30 settembre 2014). Al momento dell’iscrizione, è necessario specificare il settore di appartenenza del progetto presentato scegliendo tra i quattro settori in cui saranno suddivisi anche i partecipanti al Premio Nazionale per l’Innovazione 2015 (PNI): Life Science, ICT – Social Innovation, Agrifood – Cleantech, Industrial.
E’ possibile iscriversi presentando il Business Plan entro le ore 18:00 del 30 settembre 2015. Il piano potrà essere predisposto secondo il format disponibile sul sito http://startcup.ilonova.eu e dovrà essere inviato all’indirizzo email startcuptoscana@sssup.it.
I 10 partecipanti selezionati presenteranno la propria idea all’evento finale del 21 ottobre, che avrà luogo all’auditorium di Santa Apollonia a Firenze. L’edizione toscana, come quelle analoghe organizzate in altre realtà universitarie italiane, rappresenta la prima fase regionale del Premio Nazionale per l’Innovazione. 
I migliori tre, oltre al premio in denaro, concorreranno di diritto alla finale del Premio Nazionale per l’Innovazione 2015, che si terrà a Cosenza il 3 e 4 dicembre 2015 ed erogherà 25.000 euro ai vincitori per ciascuna categoria settoriale di appartenenza (regolamento su www.pnicube.it)
Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito http://startcup.ilonova.eu

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Arriva l’edizione 2015 dell’Internet Festival: appuntamento a Pisa dall’8 all’11 ottobre

Si avvicina l’edizione 2015 dell’Internet Festival. Pisa ospiterà l’evento che avrà luogo dall’8 all’11 ottobre prossimi. La presentazione è prevista a Milano il 18 settembre.

Anche quest’anno c’è la volontà degli organizzatori di confermare il festival al top tra gli eventi nazionali che si occupano di web e innovazione. Lo scopo è sempre quello di  sperimentare il nuovo e lanciare uno sguardo sul futuro, ricercando connessioni e tracciando rotte inedite capaci di disegnare nuovi confini e codificare spazi sempre più complessi da governare.

Nella città della torre non si ferma dunque la scoperta delle tecnologie più all’avanguardia, delle nuove forme di comunicazione, della digitalizzazione e dei suoi effetti nei più svariati ambiti (dal food alla musica, dalla cultura ai conflitti internazionali, dal marketing alle imprese, dai Big Data alla Pubblica Amministrazione, dal teatro allo sport), con un occhio sempre attento anche all’innovazione sociale, alle giovani generazioni e all’ecosistema delle start up digitali.

Cosa rende la cultura innovativa? “Sicuramente creare e reinventare spazi culturali che funzionino da aggregatori tra creativi, investitori e amministratori” E’ questa l’idea alla base della open call “Spazio Internet Comunità” promossa da Internet Festival 2015, in collaborazione con Banca Popolare Etica, e curata da Giancarlo Sciascia della Fondazione Bruno Kessler di Trento. La call, che si concluderà domenica 20 settembre, è rivolta ai centri di produzione culturale indipendente che operano sul territorio nazionale con progetti, già in atto o in via di realizzazione, che puntino a potenziare la propria struttura e l’offerta di valore per i propri fruitori attraverso l’impiego di tecnologie innovative. L’obiettivo è di premiare esperienze di “digitale-sociale” capaci di porsi al servizio di comunità radicate, ma aperte a una visione cosmopolita. L’entità dei progetti non deve superare i 50 mila euro.

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Investor’s Arena: una grande opportunità nel turismo per startup digitali italiane e straniere

L’appuntamento è all’Investor’s Arena che andrà in scena a Bergamo il prossimo 25 settembre. Qui le startup italiane e straniere potranno incontrare gli investitori e convincerli a puntare sui propri progetti.
L’evento si svolgerà durante l’NF15 (tra i più significativi eventi business to business in Italia per il settore turistico). I concorrenti avranno a disposizione sessioni di dieci minuti (pitch) per presentarsi al meglio. Ad ascoltarli ci saranno investitori industriali e finaziari che valuteranno le proposte premiando quelle più interessanti. Vista la necessità di confrontarsi con un mercato ormai globale, e con l’obiettivo di aumentare il livello qualitativo, la novità di quest’anno sarà il respiro internazionale dell’evento.
Tra le circa 40 startup, infatti, ce ne saranno diverse provenienti dall’estero: Regno Unito, Spagna, Irlanda, Polonia e Russia. Investors’ Arena – lo dice il nome – sarà il luogo della contesa, dove le nuove realtà, a colpi di idee geniali e innovative, proveranno a emergere nel settore turistico.
Si tratta di un’importante vetrina, realizzata grazie alla collaborazione tra NF15 e i partner Unicredit Start Lab e Associazione Startup Turismo. L’evento sarà moderato da Roberta Garibaldi docente Università Bergamo. L’appuntamento terminerà con Travel Massive: il più grande evento social, virtuale e reale, della travel industry mondiale dove incontrarsi e scambiare idee.

 

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L’alta cucina si appassiona al baratto 2.0 di iBarter

Il Birichin dello chef Nicola Batavia entra nel circuito iBarter, la prima rete italiana per lo scambio multilaterale online. Il patron del famoso ristorante di Torino ha aperto le porte al baratto ai tempi del web. E così ora è possibile pagare una cena semplicemente con un prodotto della propria azienda o una consulenza professionale. «Ho creduto fin da subito nel baratto: grazie alla mia attività a Londra lo avevo conosciuto tempo fa. E quanto è arrivato anche in Italia, aderire è stata una scelta quasi naturale», rivela Batavia.
«Alla forma preferisco la sostanza. Sono stato pioniere in molte cose che ho fatto. E quasi pionieristica è stata la decisione di credere in questa formula di baratto moderno. I risultati sono arrivati: con la crescita del circuito sono aumentati i clienti che pagano in crediti», spiega lo chef. Di fatto, chi si siede al tavolo può pagare il conto con i crediti ottenuti dalla vendita di propri prodotti o servizi e, per esempio, degustare il rinomato uovo affogato con tartufo e granella di nocciola -piatto che Batavia ha presentato 18 anni fa e che continua ad essere tra i must del Birichin- magari accompagnandolo con una bottiglia d’annata. E lo stesso chef rimette in circolo i crediti ottenuti per impreziosire ulteriormente la cantina del ristorante.
«Di fatto, non abbiamo inventato nulla. Abbiamo solamente reinterpretato la formula del baratto in chiave moderna», precisa Marco Gschwentner responsabile strategie di sviluppo iBarter e tra i fondatori del circuito. Tenendo fermo il principio che non vengono effettuate transazioni in denaro, «il rapporto di scambio non è né bilaterale né contemporaneo, ma intervengono più soggetti e in tempi differenti. I vantaggi comportano un abbattimento dei costi e l’allargamento del network aziendale», aggiunge. Per regolamentare gli scambi, iBarter ha introdotto una moneta complementare: l’iBcredit il cui valore per comodità d’uso è stato equiparato all’euro.

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Libri scolastici: su bSmart acquisti il cartaceo con lo sconto e hai l’edizione digitale gratuita

Lotta al caro-libri e accesso senza barriere al digitale. Al via il Marketplace di bSmart. La piattaforma digitale pensata per studenti e insegnanti, ideata da Applix Education, offre libri di testo cartacei con il 15% di sconto, consegna compresa nel prezzo e versione digitale gratuita, personalizzabile con contenuti multimediali.
Sul sito store.bsmart.it si possono ricercare singoli testi, sia quelli scolastici sia quelli per la lettura personale, oppure visualizzare l’elenco delle adozioni per ogni classe delle scuole primarie e secondarie di I e II grado: una delle novità principali è la possibilità di accedere all’elenco completo dei libri semplicemente inserendo il nome dell’istituto e la sezione dell’alunno. Una volta selezionati i libri, è possibile procedere all’acquisto con la sicurezza dei servizi garantiti dalla logistica di Amazon.
“Da tre anni a questa parte stiamo osservando una crescita costante nell’attivazione delle copie digitali su bSmart, con incrementi dal 300% al 500% anno su anno.  Nell’anno scolastico che sta per iniziare si potrebbe raggiungere la soglia importante del 20% di conversioni digitali sul totale delle copie cartacee vendute” – afferma Emanuele Putignano, Founder di bSmart e oggi CEO di  Applix Education. E aggiunge: – “L’apertura del Marketplace bSmart con l’attivazione automatica della copia digitale mira a offrire accesso più conveniente ai libri di testo cartacei e un ingresso senza barriere nel digitale.”
La versione digitale dei libri di testo disponibili non è una semplice copia in PDF del cartaceo, bensì un libro interattivo e arricchito con diversi contenuti multimediali: collegamenti web, gallerie di immagini, esercizi, filmati e file audio. Inoltre per moltissimi titoli è disponibile la versione “liquida” del testo, capace di adattarsi al dispositivo di lettura con caratteri e sfondi personalizzabili dai lettori e con funzioni specifiche per studenti con difficoltà di lettura: sintesi vocale e caratteri ad alta leggibilità.
Il sistema educativo bSmart, in cui si integra il libro digitale, offre già oltre un milione di risorse, di cui 500.000 auto-prodotte, più di 1.300 titoli di libri digitali arricchiti secondo le disposizioni ministeriali e molti utili strumenti per la personalizzazione, la produzione e la condivisione dei contenuti.
Ad esempio, un insegnante può trasformare un capitolo di un libro di testo in una lezione multimediale, mentre il singolo studente può aggiungere al testo appunti presi in classe, note vocali per lo studio e il ripasso, immagini o video dal web. Il libro è consultabile sia online che offline: ogni volta che le pagine vengono arricchite con un contenuto o un appunto, il lavoro svolto viene sempre sincronizzato in cloud.

 

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Non trovi uno dei tuoi effetti personali? Niente panico, ora c’è Wistiki

Ideato da tre fratelli francesi, Wistiki è un leggerissimo dispositivo che elimina quel fastidioso e quotidiano stress da “ma dove mai l’avrò lasciato?”,  localizzando e facendo suonare i tuoi oggetti smarriti con lo smartphone.
Dopo aver lanciato il prodotto con successo in Francia, al punto di essere, nel 2014, il più venduto del suo mercato, la startup d’oltralpe punta ora sull’Italia.
Che siano le chiavi, il cellulare, la borsa o addirittura la macchina, quante volte capita di diventare matti a cercarli? E magari si è pure in ritardo. Ebbene, Wistiki si aggancia o incolla a qualsiasi cosa (chiavi, macchina, portafoglio, orsacchiotto, ecc.) e può essere fatto suonare attraverso lo smartphone in modo da individuare ovunque l’oggetto.
E se a “nascondersi” è proprio lo smartphone, basta farlo suonare premendo sul Wistiki. E’possibile gestire fino a 10 Wistiki con un unico telefonino.

Ecco le principali funzioni:

  • Suoneria Wistiki: utilizza lo smartphone per far suonare il Wistiki e ritrova l’oggetto.
  • Suoneria inversa: fa suonare lo smartphone premendo sul pulsante del dispositivo, anche se il cellulare è in modalità silenziosa.
  • Localizzazione GPS: trova la localizzazione dell’oggetto perso sulla cartina dell’applicazione Wistiki. Le coordinate GPS corrispondono alla posizione del Wistiki l’ultima volta che è stato individuato vicino allo smartphone.
  • Guinzaglio virtuale: attiva la modalità guinzaglio elettronico per ricevere un’allerta quando l’oggetto si allontana dal tuo cellulare.
  • Community: gli utilizzatori del prodotto entrano a far parte di una community che aiuta a ritrovare i propri effetti personali smarriti.
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Bocconi Start-Up Day Award: appuntamento al 24 novembre

Premiare le start-up che hanno raggiunto risultati importanti già nella fase iniziale della loro attività. E’ questo l’intento della prima edizione del Bocconi Start-Up Day Award (di seguito BSD Award): un riconoscimento che è anche un incoraggiamento alle idee e ai progetti imprenditoriali innovativi.
Un Awarding Committee composto da docenti universitari, esperti di venture capital e private equity, manager e giornalisti selezionerà fra le start-up candidate quelle di maggior successo, che concorreranno alla fase finale che si terrà il prossimo 24 novembre, quando saranno annunciati i vincitori.

Ecco cosa c’è in palio
Sono previsti un premio alla miglior start-up e due riconoscimenti speciali: alla miglior start-up nel campo dell’innovazione sociale e alla miglior millennial start-up (scelta fra i team under 30 anni di età).
Il premio alla miglior start-up offre la possibilità di far partecipare un socio o un componente del management team a un Master SDA Bocconi scelto fra i seguenti: Executive MBA, Executive MBA Serale, Executive Master in Marketing and Sales o Master in Imprenditorialità e Strategia Aziendale. E poi c’è un premio in denaro di 15.000 euro, nonché la redazione di un case-study a cura di SDA Bocconi che verrà pubblicata dalla European Case Clearing House e dal numero di Economia e Management dedicato a all’evento.
La miglior start-up nel campo dell’innovazione sociale guadagnerà, invece, l’accesso per un socio o un componente del management ai master Bocconi in Management delle Imprese Sociali, Non Profit e Cooperative, ma anche un riconoscimento economico del valore di 10.000 euro.
L’award alla millennial start-up (scelta tra i team under 30), infine, consente l’iscrizione di una risorsa dell’azienda al master in Imprenditorialità e Strategia Aziendale e regala 10.000 euro.
Possono partecipare alla selezione per essere ammesse alla fase finale di BSD Award solo imprese che siano state costituite in Italia dopo il primo gennaio 2010. Per iscriversi alla selezione è necessario presentare la candidatura attraverso il sito www.startupday.unibocconi.it entro il 7 settembre 2015.

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iFood.it, la piattaforma web che ospita oltre 200 food blogger

Un’innovativa piattaforma per condividere la propria passione per il cibo e la cucina 2.0, ma anche un’opportunità per le aziende agroalimentari di entrare in contatto con i consumatori, sempre più connessi agli influencer del web. Si chiama iFood.it. E’ la a passione per il cibo che si è fatta network, fino a diventare una delle più grandi community attive nel settore food blogger, con un seguito al momento di oltre 260.000 utenti unici.
Si tratta di una realtà nata dal basso, dalla passione di donne e uomini che ogni giorno, dismessi i panni di di professionisti di vario genere, si trasformano in appassionati blogger, unendosi in uno spazio virtuale comune, all’interno del quale condividere il proprio amore per il cibo, inteso come ricette, viaggi gastronomici, nuove idee. Il tutto raccontato attraverso immagini di altissima qualità. Il progetto è stato accolto e voluto fortemente da NetAddiction, editore specializzato in contenuti solitamente maschili, come videogames e tecnologia, che con iFood.it ha virato verso una realtà più trasversale ed un target sicuramente più femminile.
Al momento sono 200 i blogger italiani ad animare la community, ma c’è anche qualche straniero, con un’età media di 35 anni: sono loro i protagonisti. Rappresentando un gruppo eterogeneo per età, provenienza, professioni ed interessi, ma con la stessa passione comune per il cibo e per la buona tavola. “La Redazione di iFood.it ha, per il momento, accolto oltre 200 blogger, ma il numero è in continua crescita” – afferma Andrea Pucci, amministratore unico di NetAddiction – “In lista di attesa per entrare nel network ad oggi ce ne sono altri 50 ed altrettante sono le richieste di adesione e di informazioni che riceviamo ogni giorno, a testimonianza di quanto iFood rappresenti una formula vincente in grado di fare networking”.
IFood.it è utile non solo all’utente finale, ma anche alle aziende dell’agroalimentare, che ora hanno a disposizione un network consolidato e qualificato per sviluppare progetti speciali, contenuti editoriali, sondaggi, statistiche, testing.

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