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DaoCampus tra gli hub italiani del Google Hash Code 2016

L’Hash Code di Google è una competizione a squadre riservata ai programmatori. Possono partecipare studenti e professionisti del settore, purché maggiorenni, da Europa, Medio Oriente e Africa.

Costituito il team e scelto il linguaggio di programmazione, ci si misura con un problema reale da risolvere nella maniera migliore. L’oggetto della contesa è individuato da Google, che introduce così la sfida del 2016:

Pensate di avere la soluzione giusta per ottimizzare la copertura Internet dei palloni aerostatici di Project Loon o per trovare il migliore itinerario per guidare le auto di Street View nel traffico cittadino?

Tale quesito restituisce tutto il senso di una competizione immaginata per trovare, attraverso la programmazione, soluzioni pratiche e funzionali a questioni concrete.  La ‘partita’ si gioca in due turni. Il primo è quello di qualificazione on-line. Il giorno prefissato è giovedì 11 febbraio, dalle 18:30 alle 22:30. E, per l’occasione, DaoCampus mette a disposizione i suoi spazi di coworking a 4 o 5 dei team in gara (numero ancora da definire, dato che le iscrizioni chiudono il 9 febbraio), entrando così a far parte degli hub italiani che ospitano questa importante iniziativa del gigante di Mountain View.

Sabato 19 marzo 2016, invece, è in programma la prova finale. I team usciti vincitori dal turno di qualificazione si trasferiscono oltralpe per affrontarsi nella fase finale del concorso, presso Google Paris.

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Cosa non deve mancare in un sito eCommerce di successo

Ci sono continue novità in ambito eCommerce, anche in virtù della crescita costante, in qualche caso impetuosa, che il settore sta vivendo un po’ in tutto il mondo. Ebbene, se ci si vuole dotare un sito di eCommerce completo ed efficace,  non si può prescindere da alcuni accorgimenti, che fanno la differenza e consentono di rimanere al passo in un mercato così competitivo.

Il ruolo fondamentale del content e del social media marketing

Mentre alcuni imprenditori non si rendono conto del potenziale dei buoni contenuti e della cura dei canali social, ce ne sono altri che si stanno avvantaggiando proprio per aver compreso fino in fondo quanto questi strumenti siano determinanti per il successo delle vendite online.

Non si può non tenere conto della forza di Facebook, ad esempio, che è responsabile dell’85% di tutte le conversioni provenienti dai social. Curare i contenuti del proprio sito e sfruttare appieno le potenzialità dei social media è dunque una delle grandi sfide alle quali chi intende stare sul mercato con tutte le carte in regola non può sottrarsi. Pena l’insuccesso.

Testacoda: prima il boom online poi il negozio fisico

Una tendenza molto interessante è quella che vede, sempre più di frequente, aperture di negozi fisici come conseguenza del successo di un sito eCommerce. Cioè diversi proprietari di piattaforme per la vendita online scelgono di aprire punti vendita laddove sono migliori i riscontri sul web. Cioè prendono di mira i luoghi da cui ottengono i migliori risultati in termini di vendite e traffico. Ciò appare abbastanza logico, ed era solo questione di tempo perché qualcuno mettesse in pratica l’idea. La cosa interessante è che questo ‘testacoda’ consente anche di risparmiare sugli  investimenti di marketing destinati alle analisi demografiche e geografiche.

Non lasciate che abbandonino il carrello

Secondo alcune analisi, il 28% degli utenti abbandona il carrello online della spesa a causa dei costi imprevisti o nascosti. Ogni venditore dovrebbe essere consapevole del fatto che la maggioranza dei clienti sono ormai ben abituati a svolgere una ricerca approfondita prima dell’acquisto: circa l’81% ‘studia’ prima di decidere. L’unica cosa da fare è offrire, da subito, nelle procedure d’acquisto trasparenza (sui prezzi e non solo) e accessibilità: più breve, limpido e semplice è il processo, più conversioni si ottengono. In quest’ottica, non va mai trascurata l’importanza dei sistemi di pagamento elettronico messi a disposizione.  Evitare l’obbligatorietà di creazione di un account, che spesso scoraggia il potenziale acquirente, è un altro aspetto di non poco conto.

Insomma, tutto ciò che può rendere più piacevole e spedita l’esperienza d’acquisto, quindi migliorare la user experience, è da tenere in alta considerazione, in quanto è quel che, in definitiva, limita prematuri e indesiderati abbandoni di carrello…

 

A chi fosse interessato ad approfondire la conoscenza dei trend del settore e di tutti i requisiti, da quelli tecnici a quelli legali, che un buon sito di ecommerce deve avere, consigliamo vivamente il prossimo aperitivo tematico in DaoCampus, in cui si parlerà di ecommerce B2C…

Quali sono i fattori che delineano una strategia di successo? Come si gestisce la logistica? Quali sono le soluzioni tecnologiche più efficaci? E gli aspetti normativi di cui tenere conto? 
Sono queste ed altre le domande cui tenteremo di rispondere Lunedì 8 Febbraio, appuntamento dalle 19.00 alle 22.00 in DAOCampus (Via Matteucci, 34B, Pisa), sempre in modalità Lean Coffee. Vi aspettiamo!!”

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Partecipazione ‘appassionata’ all’Aperitivo Innovativo in DaoCampus

Secondo aperitivo tematico in DaoCampus, altro successo di pubblico. Stavolta era l’Aperitivo Innovativo, tema centrale, neanche a dirlo, l’innovazione in tutte le sue sfaccettature. E i partecipanti, oltre che parecchio preparati, sono apparsi da subito molto coinvolti e curiosi. Segno di una materia sentita davvero come essenziale per il futuro del nostro sistema economico. Le diverse visioni, dettate certamente dalle differenti storie professionali e personali, hanno contribuito ad arricchire la ‘narrazione’. Tutti i presenti, comunque, si sono trovati d’accordo nel ritenere che per il cambio di passo sia necessario un primo grande step innovativo, imprescindibile e decisivo, quello riguardante il cambiamento profondo della cultura imprenditoriale, manageriale e politica del Paese. Hai detto nulla! Verrebbe da dire…20151221_195720

L’ottimo Raffaello Torraco, moderatore e animatore della serata, non ha dovuto fare grandi sforzi per alimentare il dibattito. Separati gli astanti in due gruppi e fornite le prime indicazioni, ha lasciato che la serata e le parole facessero il loro corso, intervenendo solo di tanto in tanto per fornire ulteriori spunti di riflessione o riportare un po’ di ‘ordine’. La formula pensata da Raffaello prevedeva che ognuno dei presenti proponesse l’aspetto che più gli premeva approfondire e poi le singole proposte fossero messe ai voti, dopodiché partisse la discussione, seguendo l’ordine di priorità dato dai consensi ottenuti.

Tra un aperitivo e uno stuzzichino, seguendo lo schema appena descritto, il tema centrale è stato affrontato, in definitiva, da tutti i punti di vista. E i partecipanti hanno dato vita a scambi dialettici molto interessanti, talvolta accalorandosi anche. Si è parlato di Innovation Process, Lean Startup, Design Thinking, Minimum Lovable Product, Job-To-Be-Done, Personas, Outcome Driven Process, Customer Centric, Lean Change Management. Ma anche di Creative Problem Solving  e di “idee distruttive”, quelle da cui poi germoglia l’innovazione. Quest’ultima percepita come inevitabile e vitale per le aziende, un processo ineluttabile, ben sintetizzato da quella famosa frase, citata da qualcuno nel corso della serata, che suona come un avvertimento:  “Kill your business model before it kills you” (tradotto: uccidi il tuo business prima che sia lui ad ucciderti). E’ venuto poi il momento del marketing, tradizionale e innovativo, con cenni alla Blue Ocean Strategy, quell’insieme di analisi e strumenti volti a individuare e sfruttare nuovi settori e nuovi spazi di mercato, in cui, almeno inizialmente, non vi è un sistema competitivo. Molti spunti interessanti sono venuti fuori quando il focus si è spostato sul quel variegato universo fatto di startup, incubatori, acceleratori e investitori di cui tanto si parla ultimamente: importanza dei consulenti per far crescere i progetti, necessità di un ecosistema che funzioni, accesso ai finanziamenti (business angels vs venture capitalist, modello Silicon Valley vs modello Italia, ecc.) gli aspetti più dibattuti. E, in chiusura, non potevano mancare due chiacchiere su metodi agili, prospettive e potenzialità dello smart working, sulla soluzione coworking, alla luce anche dei provvedimenti legislativi a riguardo contenuti nel ddl Stabilità del Governo (per approfondire clicca qui). Insomma, non si può dire che ci siamo risparmiati. Siete tutti invitati sin d’ora ad accorrere numerosi alle nostre prossime iniziative. Ma intanto godetevi le feste!

 

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21 dicembre: l’innovazione protagonista dell’aperitivo prenatalizio in DaoCampus

Fu l’austriaco Schumpeter, tra i più grandi economisti del XX secolo, cui si devono le definizioni più note e generalmente accettate in materia, a mettere in risalto il fatto che l’innovazione ha continuamente rivoluzionato la struttura economica, e a definirla per questo “processo di distruzione creatrice”…

Questa definizione, tanto sintetica quanto suggestiva, ci sembra un buon modo per dare il la all’appuntamento prenatalizio in DaoCampus (Via Matteucci, 34b – Pisa)

Aperitivo Innovativo in DaoCampus

21 dicembre, dalle ore 19.00 alle 22.00

Ancora un evento organizzato dalla community Agile Lean TuscanySecondo in stile LeanCoffee. L’argomento stavolta è, a grande richiesta, l’ innovazione. L’appuntamento è rivolto a chiunque all’interno della propria azienda faccia innovazione, sia interessato a farla in futuro, oppure sia semplicemente curioso e voglia passare una serata “diversa”.

Durante la serata, tra un aperitivo e uno stuzzichino, il tema centrale sarà affrontato da varie ed interessanti angolazioni: Innovation Process, Lean Startup, Design Thinking, Minimum Lovable Product, Job-To-Be-Done, Personas, Outcome Driven Process, Customer Centric, Lean Change Management…..

Lean Coffee is a structured, but agenda-less meeting. Participants gather, build an agenda, and begin talking. Conversations are directed and productive because the agenda for the meeting was democratically generated. There are currently dozens of Lean Coffees happening world-wide, including Seattle, San Francisco, Stockholm, Toronto, Boulder, New York City, and more..LeanCoffee.org

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Tecnest: falsi miti da sfatare sull’innovazione nel manufatturiero

Innovazione, sempre lei. Che aria tira nel manufatturiero? “La Fabbrica 4.0 sta diventando una realtà, anche se molte aziende italiane non sanno che possono innovare i processi produttivi e, soprattutto, non sanno come farlo. Questo si traduce in un ritardo per il settore manifatturiero italiano che sarà difficile colmare in futuro: la forbice tra le aziende che hanno innovato e quelle che sono rimaste ancorate a metodi tradizionali si è aperta molto negli ultimi anni ed è destinata a crescere ancora”.  Così la vedono in Tecnest, azienda che fornisce soluzioni informatiche ed organizzative per la pianificazione, il controllo e la gestione dei processi di produzione e della supply chain.
Il primo mito da sfatare è la diffusa convinzione che software e innovazione smart vanno bene solo per le realtà dell’IT, automazione industriale o tecnologia. “Qualsiasi azienda manifatturiera può innovare, qualsiasi sia il settore in cui lavora: tra i nostri clienti abbiamo realtà del settore automotive, metalmeccanico, elettronico, ma anche aziende tessili, del fashion, chimico-farmaceutiche o che producono cosmetici, salviettine umidificate, candele di cera… Più che cosa si fa, a noi importa il come”, spiega Fabio Pettarin, presidente e founder di Tecnest.
Altro errore è ritenere che l’innovazione possa essere utile solo ad imprese di grandi dimensioni e con respiro internazionale: “Molti tra i nostri clienti sono aziende medio-piccole che si occupano di un settore di nicchia. Anzi, spesso sono queste le realtà che beneficiano prima e meglio del nostro intervento, in quanto avendo, minori risorse riescono a organizzarle in modo ottimale, riuscendo così a migliorare le performance e il proprio servizio al cliente finale”.
Diffusa è pure l’opinione che l’introduzione dell’informatica in fabbrica comporti la riduzione dei posti di lavoro: “Nella nostra esperienza non è così. Se la fabbrica diventa più efficiente, non si licenziano persone: piuttosto si cambiano di ruolo e, spesso, si organizzano corsi di formazione interni per portarli a fare dei lavori più qualificanti”, sottolinea il presidente di Tecnest.
E’ sbagliato anche pensare che i sistemi informativi aziendali siano troppo rigidi per adeguarsi alle costanti, eppur imprevedibili, variazioni del mercato: “Al contrario i  nostri software  sono stati pensati proprio per dare la massima flessibilità nella pianificazione e gestione dei processi produttivi, attraverso funzionalità simulativo-interattive che permettono un confronto tra scenari alternativi. In questo modo eventuali imprevisti (dalla rottura di un macchinario a problematiche di fornitura) o ordini inattesi possano essere gestiti in poco tempo e con la massima flessibilità. Al mutare delle condizioni, ricreare il piano di produzione e riorganizzare il lavoro è più facile se a farlo è un sistema informatizzato”.
Non di rado, le imprese non stanno al passo perché considerano l’investimento troppo oneroso, sia in termini economici che di tempo: “Spesso le aziende non hanno tempo per fermarsi a ripensare alla gestione dei propri processi, anche perché quasi sempre si crede che per l’introduzione di un sistema come il nostro la produzione debba subire uno stop, con costi operativi molto elevati. Inoltre spesso un progetto di implementazione di un software di gestione della produzione viene confuso con la sostituzione in toto del sistema ERP o gestionale già esistente, con un relativo impatto economico notevole per l’organizzazione. In realtà il nostro intervento non richiede stop alla linea produttiva e spesso va ad integrare, non a sostituire, il software ERP già esistente”, spiega l’azienda friulana.
Infine, c’è da scardinare il mito della complessità, ossia il convincimento che i nuovi sistemi richiedono formazione specifica: «In Tecnest abbiamo messo a punto un software role-based con un’interfaccia configurabile in base al ruolo delle persone che lo utilizzano. In questo modo ciascun utente, ad esempio il responsabile della pianificazione della produzione, il responsabile di reparto, il responsabile acquisti, ecc,  non deve passare da una voce di menù all’altra ma ritrova direttamente sul pannello di entrata allapplicazione tutte le informazioni di interesse e le applicazioni utili per il proprio ruolo aziendale e le proprie attività, migliorando la sua operatività quotidiana».
Insomma, in Tecnest sono convinti che i benefici di una svolta innovativa siano notevoli per le aziende, e molto superiori alle difficoltà. Possibilità di prevedere in anticipo i processi, maggiore affidabilità delle date di consegna, diminuzione dei tempi di decisione del management: sono solo i principali vantaggi. Ma soprattutto, non ha dubbi Pettarin: “Il software non sostituisce le persone, ma serve ad aiutarle: non esiste fabbrica senza un cervello umano“.

Sottoscriviamo l’ultima affermazione e molte altre anche noi di DaoCampus. E, per sviluppare l’argomento e magari sfatare qualche altro falso mito, abbiamo organizzato…

 …l’APERITIVO ‘INNOVATIVO’ prenatalizio

Vi aspettiamo il 21 Dicembre in DaoCampus 

 dalle ore 19.00 fino alle 22.00, ancora un aperitivo, stessa formula: Lean Coffee …

Non mancate!

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L’Erasmus che guarda alla giovane impresa

Il programma Erasmus è una formula ormai consolidata che consente da anni ai giovani europei di affrontare periodi di studio all’estero. L’Erasmus Giovani Imprenditori trasferisce questo ‘format’ di successo nel mondo degli affari, per promuovere l’imprenditorialità giovanile, la crescita delle imprese e l’internazionalizzazione, favorendo così il trasferimento di conoscenze e competenze tra soggetti che hanno esperienze diverse. E’ rivolto sia a imprese in fase di start-up che ad aziende già consolidate nei diversi Paesi dell’Unione Europea.
Il 15 Dicembre a Pesaro, negli spazi di ID106, è previsto un incontro che presenterà questa opportunità e ne illustrerà tutte le potenzialitàL’evento è aperto ad aspiranti imprenditori che vogliono realizzare un’idea imprenditoriale e a coloro che hanno avviato la propria attività negli ultimi tre anni. L’obiettivo è quello di favorire occasioni d’incontro e confronto direttamente con realtà imprenditoriali già affermate in altri paesi dell’Unione. Sono, infatti, previsti soggiorni all’estero che possono durare da uno a sei mesi, con la possibilità di ottenere una sovvenzione da parte dell’Ue, quale contributo ai costi di viaggio, vitto e alloggio.
L’iniziativa rappresenta una grande opportunità anche per le imprese ospitanti, che hanno l’opportunità di arricchire le proprie conoscenze, nonché creare e sviluppare nuove opportunità di collaborazione con l’estero.
La partecipazione alla giornata di Pesaro è gratuita e aperta a tutti. Per confermarla basta scaricare e compilare il modulo d’iscrizione.
L’evento è promosso dalla Provincia di Pesaro e Urbino in collaborazione con Cometa Consulting, Officine Creative Marchigiane e BPCube Business Incubator.

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IFchallenge: bando per startup innovative a Trieste

Un programma di sostegno per la creazione e lo sviluppo di imprese innovative a Trieste. Si chiama IFchallenge, l’iniziativa è di Innovation Factory, l’incubatore certificato di AREA Science Park. Le iscrizioni chiudono il 15 dicembre. Due le sezioni del bando: la prima è dedicata alla creazione di nuove imprese, la seconda ad accelerare lo sviluppo di startup innovative già esistenti.
L’incubatore investirà risorse proprie per finanziare l’avvio dei progetti selezionati. In particoare, mette a disposizione:

  • un programma di accelerazione;
  • servizi di accompagnamento, “in-kind”;
  • apporto di capitale nelle start up per un importo massimo di 5o.000 euro a impresa, acquisendo quote di minoranza.

Per cominciare, saranno selezionati  6 progetti imprenditoriali e 6 aziende già costituite, che avranno accesso al programma di accelerazione. Nella fase successiva, saranno individuati i migliori 2 progetti d’impresa e la miglior start-up, nei quali IF investirà diventando socio di minoranza. Maggiori informazioni e scheda di partecipazione su www.innovationfactory.it.
Da sottolineare che IF, dalla sua nascita ad oggi, ha valutato oltre 1500 progetti d’impresa, avvito 195 percorsi di valorizzazione di idee imprenditoriali, contribuito alla costituituzione di 45 nuove imprese, e 16 vedono IF come co-founder.
Per partecipare al bando è necessario iscriversi online entro il 15 dicembre 2015, seguendo le indicazioni riportate sul sito ufficiale di Innovation Factory.

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Innovazione: parola inflazionata, processo irrinunciabile

Tutti a riempirsi la bocca della parola ‘innovazione‘. I politici e gli imprenditori, i manager e gli analisti economici, ognuno nel proprio ambito, la ripetono in tutte le circostanze. Non ultimo il presidente di Confindustria Squinzi, che ha fatto di recente un richiamo urbi et orbi all’innovazione, (ri)aprendo il dibattito nel Paese. Ma cos’è veramente innovativo e cosa significa innovare? Quali le competenze necessarie alle aziende per cambiare passo?
A queste e ad altre domande devono rispondere anche e soprattutto le aziende che offrono consulenza nel campo, quelle cioè che ritengono di poter fornire gli strumenti utili a rendere il nostro sistema più competitivo. Ecco che ne pensa Delia Caraci, di Digital Sfera: “È vero, ha ragione il Dott. Squinzi, c’è bisogno di innovazione nel nostro Paese a partire dalle imprese. Diventare un’impresa digitale è il primo passo necessario per l’innovazione, ed è necessario che le imprese si rinnovino dal loro interno, per aprirsi ai nuovi linguaggi ed ai nuovi strumenti digitali”
E poi spiega: “Saper innovare significa ascoltare e comprendere il significato più profondo del cambiamento portato da idee e punti di vista diversi, concretizzandoli consapevolmente all’interno della propria organizzazione. E’ un processo molto complesso, e lo è perché ogni impresa è composta di persone, e le persone sono a loro volta complesse. Anzi, forse sono l’elemento più complesso in assoluto: così, un insieme di persone cooperanti e coordinate al raggiungimento di un obiettivo, riflettono in modo amplificato le loro singole dinamiche comportamentali, ovvero il loro universo interno fatto di aspetti positivi e negativi”.
Il problema di tante aziende, secondo gli analisti, è che, insieme agli individui che ne fanno parte, nel tempo entrano in una sorta di comfort-zone, nella quale s’inaridiscono riproducendo all’infinito una formula, anche se questa ha evidentemente perso di efficacia. Se a ciò si aggiunge la tendenza a perdere per strada i valori fondanti e la cultura originale degli inizi dell’avventura imprenditoriale, il quadro è completo. Ritrovare questo spirito smarrito e saper stare al passo coi tempi, innovando appunto, sono obiettivi imprescindibili, in quanto incidono profondamente sul livello qualitativo dell’offerta. E se questo scende, il web e i social non perdonano. La reputazione conquistata da un marchio in tanti anni si può perdere in un solo giorno, o addirittura in un click…
Cosa fare quindi? Secondo Delia Caraci, “ogni azienda dovrebbe fermarsi e ri-organizzarsi seguendo questi step: 1) ricordare la cultura imprenditoriale originale, 2) pensare al valore concreto della propria attività, 3) collaborare con un consulente che analizzi in modo oggettivo le performance, 4) puntare a risvegliare la passione nelle persone che operano al suo interno 5) vincere l’avversione al cambiamento per avviare un processo innovativo autentico”.
Uno dei primi passaggi per aspirare ad innovarsi è agire sulla comunicazione, aggiornando i propri modelli di pensiero ed armonizzando ogni nuova tecnologia comunicativa, che è anche, prima di tutto, una tecnologia cognitiva. “È necessario per l’impresa individuare ed enfatizzare i propri fattori distintivi aziendali che le possa permettere di emergere sulle altre offrendo i propri servizi ad un più alto valore aggiunto.  Noi per questo aiutiamo le imprese a riorganizzare strategicamente i propri strumenti comunicativi online e offline, a coordinare la propria immagine, a stilare un piano strategico di web marketing, studiare strategie pubblicitarie innovative, compreso l’affiancamento del personale interno per far loro acquisire le nuove competenze necessarie” conclude Delia Caraci.
Saper parlare di sé , nella vita come nel business, è certamente fondamentale. Conoscere gli strumenti per farlo in maniera efficace e in linea con le tendenze del momento lo è anche di più. Ma resta comunque un aspetto, seppur primario. Perché innovazione è qualcosa di più profondo, è un approccio globale, che pian piano deve investire tutte le dinamiche della vita aziendale.

Anche noi di DaoCampus vogliamo dare un contributo al dibattito, occupandoci d’innovazione a 360° durante il prossimo happening prenatalizio…

Vi aspettiamo il 21 Dicembre in DaoCampus per parlare insieme di “Innovation”. 

 dalle ore 19.00 fino alle 22.00, ancora un aperitivo, stessa formula: Lean Coffee …

Non mancate!

 

 

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Un successo il primo aperitivo Agile Lean in DaoCampus

Sono arrivati da tutta la Toscana per saperne di più di “Agile“. Professionisti, imprenditori e semplici curiosi hanno partecipato al primo (e non ultimo – ndr) evento sul tema organizzato da DaoCampus. Tanta voglia di approfondire l’argomento da parte dei partecipanti, che si sono lasciati guidare dai due preparatissimi agile coach, Raffaello Torraco e  Paolo Sammicheli, senza rinunciare a contribuire allo sviluppo dei contenuti al centro della serata, attraverso il proprio bagaglio di esperienze e conoscenze diverse. Alla fine tutti soddisfatti. Pare che anche la formula dell’apericena abbia raccolto consensi.
Abbiamo chiesto a uno dei due animatori dell’incontro, Raffaello, di farci una cronistoria – agile, ovviamente – ‘condita’ d’impressioni personali, sue e dei presenti all’iniziativa…

“L’aperitivo è stato un vero successo, il pubblico era composto non solo da agilisti o provenienti dal mondo dell’IT, ma anche da commercialisti, psicologi, imprenditori, startupper…che non hanno esitato e mettersi in gioco portando la loro esperienza e arricchendo notevolmente il confronto e la discussione.

   Abbiamo parlato di “Cosa è l’Agile”, ribadendo che si tratta di una corrente di pensiero e una rivoluzione culturale e non una semplice metodologia di Project Management che mette al centro “gli individui e le interazioni più che i processi e gli strumenti“. Abbiamo poi messo a confronto il modello “Iterativo-Empirico-Incrementale” con il Waterfall e il V-Model sottolineando come ogni contesto può avere un modello di produzione più efficiente rispetto agli altri. Ci siamo poi soffermati sulle difficoltà di comunicazione nei virtual team e come queste siano particolarmente sentite in caso di gruppi solo parzialmente distribuiti.

    Abbiamo quindi affrontato altri argomenti, anche suggeriti dai presenti, e per ultimo il “Post Agile” sottolineando quanto sia necessario un approccio “essere” Agile più che “fare” Agile: l’eccessiva burocratizzazione e semplificazione nell’applicare i vari framework agili senza di fatto capire quale siano i reali valori e vantaggi ha creato mostri ed elefanti rendendo di fatto le aziende incapaci di produrre”.

Ecco alcuni commenti di partecipanti e non, via linkedin Agile Lean Tuscany e via Meetup, che Raffaello ha voluto condividere con noi:

Veramente molto bella, da ripetere a breve!

“Ragazzi mi fate morire… cavolo non ho potuto esserci… ma la prossima arrivo prima di tutti ;-)”

“Per una volta che giocavo in casa… Me la sono persa! A quando la prossima???”

“Davvero una bella serata. Anche se non sono riuscito a portare sul tavolo della discussione le problematiche che mi interessano (forse perché la UX non è ancora molto conosciuta/praticata in toscana), ho trovato comunque una bella sala, piena di persone curiose e pronte a condividere le propri esperienze. ”

“Magari ripropongo il tema dell’integrazione della UX la prossima volta  “

“Un sacco di persone, serata molto vivace, grazie a tutti per la partecipazione”

“Grazie, per la serata, speriamo si possa ripetere.”

   

Insomma, ci sono buonissimi motivi per partecipare al prossimo appuntamento. Vi aspettiamo il 21 Dicembre in DaoCampus. Non mancate!

(A breve i particolari dell’evento)

[Nella foto, i due agile coach, Raffaello Torraco e Paolo Sammicheli, in un momento della serata]

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