AuthorFabio Carlini

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Ecco il primo volume dedicato al coworking Viaggio nel mondo della creatività condivisa

“Condividere l’ufficio fa bene alla creatività”. Non lo diciamo noi, che ovviamente ci crediamo, ma Riccardo Valentino, autore per Nomos Edizioni di “Coworking progress. Il progresso è arrivato”. Si tratta del primo volume italiano dedicato al fenomeno. Non solo lavorare insieme, in uno stesso ufficio, per un giorno, una settimana, un mese. Ma una vera e propria tendenza. Un nuovo orizzonte di senso.

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Job Act, l’allarme del popolo delle Partite Iva: “Contribuenti di serie A, cittadini di serie B”

Lo chiamano il popolo delle Partite Iva: consulenti, informatici, videomakers, grafici, traduttori, lavoratori autonomi e liberi professionisti. Con Partita Iva e non iscritti ad albo. Che non appartengono a nessuna cassa previdenziale di categoria e che, a fine anno, di quello che guadagnano gli rimane in tasca un po’ meno della metà.

Già, perché il calcolo è presto fatto: chi comincia a lavorare oggi con una Partita Iva -e raggiunge i 10 mila euro di guadagno- si troverà a pagare di tasse il 32 per cento sul netto di quanto messo in cassa.

L’indice da vero codice rosso è la contribuzione INPS della gestione separata: partita dal ‘96 con un’aliquota del 10%, e salita negli anni al 27,72%, dal 2014 ricomincerà ad aumentare di un punto percentuale ogni anno, fino a raggiungere il 33%. Anche i lavoratori dipendenti versano il 33%, ma la categoria dei lavoratori autonomi sottolinea che c’è una netta differenza sul calcolo dell’aliquota: il 33% che versano i dipendenti è calcolato sul reddito lordo annuo, mentre quello dei lavoratori indipendenti è calcolato sul totale costo del lavoro.

In un articolo pubblicato dal Corriere della Sera, e che anticipa una puntata speciale che andrà prossimamente in onda su Report, condotto dalla brava Milena Gabanelli, si fa il punto grazie alle testimonianze riportate di alcuni freelance.

Ugo Testoni, ad esempio, è un copy freelance con una tesi ben chiara: «Si è arrivati ad una tassazione così alta perché la gestione separata dell’Inps, la Cassa previdenziale per i lavoratori autonomi, è diventata un mezzo per versare nelle casse quelle risorse che vengono drenate da chi attualmente lavora e non è rappresentato. L’aumento dell’aliquota al 33 per cento è tra le voci in entrata che andranno a coprire le uscite dell’Aspi, cioè quelle forme di welfare dalle quali siamo esclusi come lavoratori indipendenti, e che andranno a coprire anche le necessità di cassa per gli esodati.»

La mancanza di rappresentanza è dunque la dirimente da tenere sott’occhio: secondo i lavoratori autonomi questo aumento di aliquota dipende dal fatto di non essere mai rappresentati nei tavoli tra le parti sociali. A fare qualcosa ci sta provando Anna Soru di ACTA, associazione che è riuscita a bloccare l’aumento dei contributi delle partite iva per un anno.

Come si legge nella home del loro sito (http://www.actainrete.it/): Siamo contribuenti di serie A, ma cittadini di serie B. Siamo la categoria sottoposta al prelievo previdenziale INPS più alto, che non ci lascia risorse da investire in forme integrative, ma abbiamo una prospettiva pensionistica di povertà. Non abbiamo parità di diritti su aspetti fondamentali quali maternità, paternità, malattia e disoccupazione”.

Da questo punto di vista il Jobs Act messo in piede dal governo Renzi parte evidentemente col piede sbagliato: il lavoro indipendente è il grande assente. Esistono solo dipendenti e imprenditori, ma scompaiono tutti i lavoratori indipendenti, che vivono e lavorano nella fascia meno protetta del mercato del lavoro, ferita a morte dalla carenza di lavoro, dalla contrazione dei compensi e dal ritardo nei pagamenti.

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A Torino il primo “Freelanceday”, più di 30 eventi per fare networking

coworking

Web designer, traduttori, maker, giornalisti, sviluppatori, grafici, formatori, copywriter, progettisti, creativi, organizzatori di eventi, consulenti, professionisti dei media, della finanza, della cultura e dello spettacolo. Toolbox Coworking, in collaborazione con Acta (Associazione Consulenti del Terziario Avanzato), lancia il primo «Freelanceday» italiano a Torino.

Per per chi è “datore di lavoro di se stesso” e intende rafforzare e integrare le proprie competenze, condividere con altri freelance il proprio know-how professionale, fare networking e magari avviare nuovi progetti in collaborazione con altri.

Una giornata densa di occasioni quella del 5 aprile dove scambiarsi formazione, competenze, stimoli, ma anche un’occasione per contarsi e iniziare a riconoscersi come una nuova forza sociale che rivendica diritti e politiche ad hoc.

Sono più di 30 le iniziative a ingresso libero, organizzate in tre sessioni parallele. Tutte le informazioni sul programma della giornata su www.freelanceday.it.

 

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Spazi di coworking, opportunità per diverse figure professionali

Gli spazi di coworking sono luoghi di contaminazione e innovazione, dove la prossimità fisica tra persone con competenze diverse genera nuove idee progettuali e la disponibilità di servizi facilita il passaggio dall’idea all’azione.
L’obiettivo del coworking non è risparmiare sui costi della scrivania, ma migliorare la qualità della vita lavorativa e creare nuove opportunità di business e di lavoro.
Per questo, oltre ai freelance, può interessare anche disoccupati e lavoratori dipendenti e le iniziative di supporto al coworking possono essere considerate politiche attive del lavoro.

Se si intende supportare la creazione di impresa, l’attenzione deve rivolgersi prevalentemente ai servizi offerti negli spazi di coworking. Ma il vero potenziale di uno spazio di coworking è l’accelerazione dei processi di innovazione del tessuto produttivo locale.

Per raggiungere questo obiettivo, spunti interessanti possono venire dal dibattito in corso all’estero sui telecentri, che si stanno riconfigurando in luoghi di contaminazione tra competenze ed esperienze. In questo caso, i coworker si trasformano da destinatari delle politiche pubbliche a potenziali alleati delle amministrazioni locali nell’introduzione di iniziative di interesse più generale.

Fonte: http://nuvola.corriere.it/2013/06/03/ecco-la-mappatura-italiana-del-co-working/

Foto di Christian Varga

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E’ in arrivo a Pisa il coworking che mette in contatto Freelance e Imprenditori

E’ in arrivo a Pisa, non lontano dal centro, un nuovo spazio do coworking!
Che aspetti? :) Chiedi subito informazioni! Contattaci

DaoCampus è un ambiente stimolante dove le startup tecnologiche ed i giovani imprenditori possono avviare i propri progetti e il proprio business più velocemente. Stiamo creando un network di idee, progetti innovativi, professionalità e consulenti che aiuteranno gli startupper a concretizzare la propria idea e a trasformarla in progetto d’impresa. Questo spazio delle idee creativo, orientato all’innovazione e alle nuove tecnologie, sarà accompagnato da una struttura completamente attrezzata, con incontri, workshop e seminari.

Unendo le persone giuste in un unico spazio piacevole e stimolante, le idee diventano contagiose!

DaoCampus è pensato anche per i professionisti ed i freelance che operano nel campo dell’innovazione e non solo. In un ambiente dove fervono le idee e in un luogo d’incontro tra freelance e startupper, il freelance ha l’opportunità di estendere il proprio network, scambiare informazioni, creare nuove collaborazioni.
DaoCampus offre al freelance uno spazio professionale e piacevole per lo svolgimento del proprio lavoro, per gli incontri con clienti e collaboratori, ottimale la crescita del proprio business.

I servizi messi a disposizione da DaoCampus offrono al professionista un luogo di lavoro “chiavi in mano”!

 

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