AuthorFabio Carlini

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Il portale che ti connette col mondo

Il portale Connexun®, nato dalla collaborazione tra l’Università di Milano-Bicocca e l’omonima start-up, permette a chi si trova all’estero di trovare informazioni rilevanti per il lavoro, gli affari o il tempo libero di uno specifico Paese. Analizza in un mese oltre 1.600.000 punti di interesse.

La novità di Connexun® è costituita da CuPiD (Cultural POI Discovery & Profiling), ultimo sviluppo del motore semantico B.I.R.B.AL® (Brilliant Information Research Bigdata ALgorithm), cuore del portale. Questa nuova componente, realizzata dal gruppo di ricerca guidato da Carlo Batini e Matteo Palmonari presso il Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione (DISCo) dell’Ateneo, è in grado di recuperare dalla rete svariati punti di interesse collegati a un determinato Paese mentre ci si trova all’estero, dalla ristorazione al business, agli eventi culturali. Nell’arco di poco più di un mese, CuPiD ha analizzato più di 1.600.000 punti di interesse in Italia e India, i primi due Paesi coinvolti nel progetto.

Il risultato concreto di questo progetto è visibile nella sezione Around del sito www.connexun.com. In tale sezione, partendo da un preciso punto geografico, vengono segnalati sulla mappa tutti i punti di interesse legati all’India presenti in Italia e, viceversa, tutti i punti di interesse legati all’Italia presenti in India. In altre parole, tutto ciò che è India in Italia e Italia in India. Chi viaggia o vive all’estero può così ritrovare ovunque un po’ di se stesso e degli interessi legati al suo Paese di origine, dagli affari al tempo libero. O scoprire luoghi di interesse legati alla cultura di un Paese di cui si è appassionati.

Obiettivo futuro della piattaforma, attualmente attiva in inglese, italiano e portoghese, è di allargare il campo della ricerca e dell’analisi dei punti di interesse ad altre nazioni come Canada, Brasile, Cina, Russia, e poter così coinvolgere più comunità di persone in tutto il mondo, come già accade per altre aree del portale.

«Questa collaborazione – spiega il prof. Carlo Batini,responsabile scientifico del progetto – è un ottimo esempio di rigorosa attività di ricerca che trova una concreta applicazione nell’analisi semantica e selezione di dati dal mare magnum di informazioni presenti nel web. Questo motore, infatti, risponde alle sfide lanciate dalle “3V” dei Big Data: Volume, Velocità, Varietà. La ricerca ha poi una rilevanza sociale non indifferente, in quanto è orientata a mettere in contatto, in prospettiva, comunità di tutti i Paesi del mondo».

 

 

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Installare e usare il software sul cloud è più semplice

Tutto in 3 semplici passi. Fare il deploy di un software sul cloud è finalmente cosa semplice e immediata.

Basta infatti creare un account su ThreeHops, servizio che trasforma i software tradizionali in Software as a Service, scegliere il provider sul quale caricare l’applicazione e premere “deploy now”. Nessuna complicazione aggiuntiva.

Da oggi ThreeHops è utilizzabile anche dai clienti di Enter Cloud Suite, servizio IaaS europeo di cloud computing e cloud storage distribuito già in tre Paesi Europei. Basta infatti avere Username e Password di accesso a Enter Cloud Suite per “agganciare” i due servizi e istanziare sul cloud le macchine necessarie a sostenere i software che si vogliono caricare.

E chi non ha ancora scelto il proprio cloud provider? Molto semplice. Può sceglierne uno dall’elenco proposto da ThreeHops, creare direttamente un account e fare il deploy delle proprie applicazioni in pochissimi minuti.

Ma c’è di più. Chi sceglierà Enter Cloud Suite potrà usufruire di uno speciale “bonus” di benvenuto: un coupon di 15 € in servizi cloud.

ThreeHops si presenta con un’offerta speciale: per consentire a tutti di provare il servizio, i primi 5 deploy sul cloud sono gratuiti. È tutto spiegato qui: threehops.cloudesire.com. Per informazioni e per registrarsi a Enter Cloud Suite: www.entercloudsuite.it

 

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Lo Zuckerberg italiano che fa incontrare domanda e offerta di lavoro

Si chiama Matteo Achilli, ha 22 anni ed è il fondatore di Egomnia: è stato inserito fra i “Next Billionaires” dalla BBC. Matteo, studente di economia aziendale alla Bocconi di Milano, con il suo social network fa incontrare aziende e aspiranti lavoratori classificando in base a un algoritmo i curricula degli iscritti.

Tra pochi mesi, inoltre, come riporta il sito della tv pubblica inglese che gli dedica un videoritratto, Egomnia, che secondo il fondatore è utilizzato da circa 250mila giovani e 700 aziende, aprirà il suo primo ufficio fuori dall’Italia, a San Paolo del Brasile.

Achilli comincia la sua impresa nel 2012. Si fa notare, si comincia a parlare di lui, il settimanale PanoramaEconomy gli dedica una copertina definendolo lo “Zuckerberg italiano”, perché anche lui è un ventenne, ha un’idea social ed è determinato. Ma in Italia non è particolarmente amato. I suoi detrattori, alcuni tra i più noti blogger e startupper italiani, ritengono che non meriti tanta attenzione, gli rimproverano un sito poco intuitivo e funzionale, ancora in una versione beta, tra l’altro.

Due anni dopo però l’idea di Matteo Achilli assume sempre più concretezza e pare pronta ad affermarsi definitivamente. Può contare anche sul supporto di grandi nomi come Vodafone, Bulgari e Ericsson, ai quali si aggiunge l’interesse di Assicurazioni Generali. A questi importanti nomi si somma la sponsorizzazione delle sponsorizzazioni, quella di uno dei colossi digitali, Microsoft. Anders Nilsson, direttore della divisione Developer and Platform Evangelism dell’azienda fondata da Bill Gates, spiega che quando si intercetta una buona idea non c’è tempo da perdere.

Insomma Achilli sembra interessare a molti, e non gli ultimi arrivati. E l’attenzione verso la sua creatura è stata ulteriormente amplificata dalla ripresa del video BBC da parte del magazine digitale americano Business Insider, che è la bibbia della nuova industria digitale globale.

La BBC annuncia che è in produzione addirittura un film sulla vita di Matteo, che ha anche rifiutato di interpretare se stesso. Il tempo non gli avanza di certo tra università e azienda.

[foto tratta dal profilo Facebook di Egomnia]

 

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Osservatorio delle competenze digitali: aziende ICT assorbono meglio la crisi

In un contesto di crisi economica conclamata, le 122.608 imprese dell’Information & Communication Technology faticano ma resistono, soprattutto nelle dimensioni che riguardano il capitale umano. I dati ufficiali parlano di 539.483 addetti (regolari e atipici) del settore, con un saldo 2013 fra assunzioni e uscite appena negativo ,sostanzialmente stabile e con retribuzioni che recuperano potere d’acquisto (impiegati +2,7%, quadri +3,1%, unica eccezione i dirigenti con flessione del -0,2%).

Luci ed ombre che si confermano nei processi interni alle aziende ICT: nel recruitment si lamentano gap di competenze digitali specifiche, sia rispetto al percorso di studio dei neo assunti (48,1% dei rispondenti) sia nella disponibilità di specifiche competenze per Manager e Professional (oltre la metà dei casi); nella fase di valorizzazione spesso mancano processi strutturati di valutazione e carriera, soprattutto nelle piccole imprese, e la formazione subisce da anni tagli di budget consistenti.  In tutto ciò, la Riforma Fornero è al più valutata come ininfluente (58,5% aziende del campione), se non negativa per l’aumento dei costi nella gestione della flessibilità in entrata.

Questi i dati di partenza che emergono dall’Osservatorio delle competenze digitali 2014, realizzato dall’AgID insieme ad Assinform, Assintel e Assinter, unite in una nuova “alleanza” dell’ICT nata per dare un supporto coeso alla strategia digitale del Paese.

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MySmartFood.it: nasce la startup dei prodotti bio

Un nuovo modo di concepire l’acquisto di prodotti biologici freschi seguendo un piano nutrizionale, la stagionalità e il reale fabbisogno personale o familiare. È questo il concept che guida l’attività di MySmartFood.it un portale dove l’esperienza di eCommerce di prodotti alimentari va oltre la semplice transazione io-vendo-tu-compri.

Il principio distributivo su cui si basa è molto semplice quanto innovativo. È possibile scegliere la propria cassetta tra 3 opzioni (Frutta, Ortaggi, Mista) in 3 diverse dimensioni (Piccola, adatta a single, Media per le coppie, Grande per famiglie o gruppi di persone), oppure scegliere la cassetta Monoprodotto in un’unica dimensione. Inoltre, si può inserire nel carrello anche una serie di prodotti biologici che si trovano sotto la voce ADD-ON che vengono consegnati insieme alla cassetta.

Si sceglie se fare un ordine singolo o un abbonamento mensile, semestrale o annuale. Nel caso degli abbonamenti la cassetta viene recapitata una volta alla settimana e tutte le operazioni sono notificate con un SMS. Al momento il servizio attivo da pochi giorni consente spedizioni su Milano e hinterland.

Il fornitore è Naturalia Soc.Coop.Agricola di Villanova di Castenaso (BO), che produce e distribuisce prodotti ortofrutticoli coltivati nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute, con tecniche totalmente naturali, in conformità alle normative italiane ed internazionali e di uno specifico manuale di produzione.

Il portale  si avvale inoltre della collaborazione scientifica dei professori universitari Paolo Magni e Massimiliano Ruscica, in qualità di consulenti in tema di modelli nutrizionali. Grazie alla loro collaborazione, sul portale sarà sempre disponibile un Piano Nutrizionale che corrisponde allo stile medio alimentare di ogni persona, variabile in base al sesso, all’età e attività fisica, in modo da assicurare al proprio organismo una giusta quantità di energia e di nutrienti, un’alimentazione varia secondo le stagioni, equilibrata ed ecosostenibile.

Su MySmartFood, va sottolineato, la scelta di acquistare è legata a principi di consumo consapevole, qualità dei prodotti, valorizzazione dei territori, tutela sociale e ambientale, dignità del lavoro e innovazione. Tutti questi principi e valori trovano spazio nelle pagine all’interno del Blog e dell’attività Social prevista nei prossimi mesi.

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Le startup innovative fanno il pieno di bonus fiscali

Il Fisco premia l’innovazione con un mix di sconti, incentivi e semplificazioni per le start-up e gli incubatori certificati. Dall’esclusione dalla disciplina delle società di comodo all’esenzione dal versamento dell’imposta di bollo, dai crediti d’imposta in favore delle nuove assunzioni alle detrazioni Irpef e deduzioni Ires in favore degli investitori, la circolare n. 16/E traccia una mappa completa delle agevolazioni fiscali dedicate alle nuove imprese proiettate nel futuro.

Di seguito una panoramica di alcuni dei chiarimenti forniti nel documento di prassi.

Detrazione Irpef per investimenti in start-up, più spazio agli incentivi. Il documento definisce la platea dei soggetti Irpef che possono beneficiare della detrazione d’imposta. Le Entrate precisano, infatti, che, oltre ai soci delle società in nome collettivo e in accomandita semplice, possono usufruire della detrazione del 19 per cento degli investimenti nelle start-up innovative anche le società semplici, le società equiparate a quelle di persone e le imprese familiari. Il limite massimo di 500mila euro per periodo d’imposta su cui calcolare la detrazione Irpef riguarda la somma investita nel capitale sociale di una o più start-up. Chi, per esempio, investe in due start-up innovative calcolerà il limite di 500mila euro sommando gli investimenti fatti in entrambe le società.

Deduzione Ires per investimenti in start-up, quando l’agevolazione sale al 27% . La circolare fa il punto anche sulle deduzioni degli investimenti, ribadendo che i soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società possono beneficiare della deduzione del 20 per cento degli investimenti nelle start up innovative, per una somma non superiore a 1.800.000 euro per ogni periodo di imposta. La deduzione balza al 27 per cento per gli investimenti nelle start-up innovative a vocazione sociale e in quelle che sviluppano e commercializzano solo prodotti o servizi innovativi ad alto valore innovativo in ambito energetico.

Credito d’imposta al 35% per nuove assunzioni, tetto a 200mila euro. Le start-up innovative e gli incubatori certificati che assumono a tempo indeterminato personale altamente qualificato (in possesso di un dottorato di ricerca universitario o di una laurea magistrale tecnico-scientifica e impiegato in attività di ricerca e sviluppo) accedono “con modalità semplificate” e in regime “de minimis” al credito di imposta del 35% sui costi di assunzioni per un massimo di 200mila euro, a condizione che i nuovi posti di lavoro siano conservati per almeno tre anni (o due nel caso di piccole e medie imprese).

Amministratori, dipendenti e collaboratori continuativi, lo strumento finanziario non fa reddito. La parte di reddito da lavoro che le start-up innovative e gli incubatori certificati corrispondono agli amministratori, ai lavoratori dipendenti e ai collaboratori continuativi sotto forma di azioni, quote e strumenti finanziari partecipativi non contribuisce alla formazione dell’imponibile, sia dal punto di vista fiscale che da quello contributivo. La circolare precisa, però, che i collaboratori occasionali non possono fruire di questo tipo di agevolazione, perché percettori di redditi diversi.

Niente test di operatività sulle società di comodo. Il documento di prassi ribadisce che alle start-up innovative non si applica la disciplina prevista per le società di comodo (sia quelle non operative sia quelle in perdita sistematica). Per tutto il periodo in cui una società ha i requisiti per qualificarsi come start-up innovativa non è quindi tenuta a fare il test di operatività. Inoltre, il documento chiarisce che, ai fini della applicazione della disciplina delle società in perdita sistematica, il “triennio di osservazione” decorre dal periodo di imposta successivo a quello in cui viene meno la qualifica di start-up innovativa.

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VTE Ocean: il customer relationship managment è open source

Scaricabile gratuitamente dal sito www.vtecrm.com, è disponibile l’ultimo nato in casa VTECRM, la software company  italo-inglese che dal 2006 si è specializzata nello sviluppo di prodotti CRM basati su tecnologia open source: si tratta di VTE Mobile, il primo CRM mobile disponibile in modalità Open Source con licenza aGPL 3. Attualmente sul mercato non sono disponibili, infatti, soluzioni di CRM free che operano sia lato Web che Mobile. Con VTE Ocean, è possibile operare utilizzando i database più diffusi (MySQL, Oracle, SQL Server), sviluppare per una moltitudine di browser (Firefox, Chrome, Safari, Internet Explorer) ed creare app per i devices più diffusi (iPAD, iPhone, tablet e smartphone Android).

Con la piattaforma VTE Ocean sono possibili numerose funzioni. Si può ad esempio sviluppare un’app per la raccolta ordini rapida sui dispositivi mobili: in  questo modo gli ordini inseriti vengono trattati in tempo reale dal Datawarehouse, che li conserva e li rende disponibili sia al personale interno, garantendo l’accesso al Back Office Web, sia ai clienti che possono visualizzarli dal portale self-service di VTECRM. Si può inoltre creare un modulo web che consente di raccogliere tutte le richieste di assistenza da parte dei clienti, o farle loro inserire autonomamente, e farle vedere direttamente sui dispositivi mobili del team di supporto sul campo o sui pc del laboratorio dell’azienda. In generale è possibile sviluppare una serie di app specifiche per settore merceologico o per funzionalità collegandole al Datawarehouse VTECRM per la gestione organizzata del dato lato Back Office e la relativa storicizzazione.

Con la piattaforma VTE Ocean sono possibili numerose funzioni. Si può ad esempio sviluppare un’app per la raccolta ordini rapida sui dispositivi mobili: in  questo modo gli ordini inseriti vengono trattati in tempo reale dal Datawarehouse , che li conserva e li rende disponibili sia al personale interno, garantendo l’accesso al Back Office Web, sia ai clienti che possono visualizzarli dal portale self-service di VTECRM. Si può inoltre creare un modulo web che consente di raccogliere tutte le richieste di assistenza da parte dei clienti, o farle loro inserire autonomamente, e farle vedere direttamente sui dispositivi mobili del team di supporto sul campo o sui pc del laboratorio dell’azienda. In generale è possibile sviluppare una serie di app specifiche per settore merceologico o per funzionalità collegandole al Datawarehouse VTECRM per la gestione organizzata del dato lato Back Office e la relativa storicizzazione.

VTE Ocean Architettura

Lato Server: VTECRM FREE (open source rilasciato con licenza AGPL3) o VTE BUSINESS (a pagamento). Entrambe le versioni sono Multidatabase ed operano sui seguenti sistemi operativi: Redhat, Ubuntu, Centos, Debian e le distribuzioni linux più comuni.

Lato Mobile: VTECRM MOBILE (open source rilasciato con licenza AGPL3). La versione mobile è stata sviluppata tramite l’utilizzo del diffuso framework open source Sencha Touch grazie all’utilizzo dei linguaggi standard HTML5 e Javascript e può essere visualizzata direttamente sul browser dei dispositivi mobili o compilata per la distribuzione tramite i principali mobile market.

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La nuova identità dei prodotti si chiama idOO

Nasce una start up in grado di creare una riconoscibilità univoca delle referenze, che diventano canale di comunicazione privilegiato bidirezionale tra brand leader e consumatori

La soluzione alle emergenti esigenze aziendali nella continua evoluzione dello scenario digitale si chiama idOO. La società, innovativa e dinamica, nasce per realizzare soluzioni IoT (Internet of Things) rivolte ad applicazioni verticali che rispondono alle necessità di differenti settori merceologici e che aiutano a valorizzare le eccellenze del Made in Italy. Soci fondatori di idOO sono Alessandro Bisignano (CEO), Claudio Cortese e Gianni Frosoni, neo imprenditori, ma con un’esperienza manageriale ventennale nel settore IT.

L’azienda ha realizzato una piattaforma, erogata in modalità Cloud, disponibile a livello mondiale e fruibile dai brand leader in modalità software as a service, studiata per attribuire agli oggetti un’identità unica, non copiabile, non trasferibile e verificabile dai consumatori, attraverso un’apposita App installata su uno smartphone. Semplicemente avvicinando il proprio smartphone al prodotto, il consumatore ha così modo di verificare l’autenticità dell’oggetto, ricevere tutte le informazioni durante ogni fase del suo ciclo di vita e le modalità di accesso ai servizi after sales – ovunque e quando lo desidera. Allo stesso modo, il produttore ha la possibilità di introdurre uno strumento efficace per combattere attivamente il fenomeno della contraffazione e dei “grey markets”. Il servizio, inoltre, restituisce alle aziende analisi sui comportamenti dei propri clienti che sono fondamentali per lo sviluppo del proprio business e la definizione delle strategie di vendita.

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La start up che analizza la tua personalità tramite Facebook

Una nuova start up, chiamata Five Labs, assicura di riuscire a capire chi sei analizzando i tuoi post su Facebook. Per provare, basta andare sul sito labs.five.com, permettergli di accedere al profilo sul social e il gioco è fatto. Mentre l’applicazione elabora i dati, vengono passati in rassegna i post e le parole che usiamo più spesso si illuminano. Alla fine, sotto al nostro nome compaiono cinque aggettivi. Potrebbero essere “curioso” o “forte”, oppure “sensibile”: dipende da come ci siamo voluti “raccontare”.

Una volta capito cosa ci caratterizza possiamo metterci a confronto con i nostri amici, oppure con i personaggi famosi presenti sul social network. Per sapere, ad esempio, se il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è almeno un po’ simile a noi, ci sarà sufficiente avviare il test. Oppure potremmo scoprirci vicini ad una famosa pop star o ad un romanziere di successo.

Ma come nasce il test? Si basa su uno studio dell’università della Pennsylvania che guarda ai “Big Five”, cioè i cinque grandi tratti della personalità della moderna psicologia: l’estroversione-introversione, gradevolezza-sgradevolezza, coscienziosità-negligenza, nevroticismo-stabilità emotiva, apertura mentale-chiusura mentale. Il risultato viene rappresentato in un’infografica: se una fotografia perfetta del nostro carattere è impossibile, le percentuali aiutano a rendere almeno le sfumature.

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