AuthorFabio Carlini

HomeArticles Posted by Fabio Carlini (Pagina 14)
[addtoany]

Il gran rifiuto: startup italiana della Silicon Valley dice no a un’offerta da 50 milioni di euro

Quando si crede in quel che si fa, si possono rifiutare anche 50 milioni di euro. Lo dimostra il caso della startup VV Touch, che ha ideato Cindy, un assistente virtuale avanzato e collegato al sistema bancario.
L’imprenditrice e founder italiana Giovanna Iafrate ha infatti rifiutato l’ingente somma, propostale da un importante imprenditore indiano della Silicon Valley per l’acquisto della sua “creatura”. L’offerta è arrivata durante l’evento “TIE SV”, che ha avuto luogo presso il Conference Center di Santa Clara in California e resa nota anche dalla rivista edita dall’organizzazione.
“Chiunque avrebbe accettato, ma io non sono qui per vendere, ma per trovare un team forte ed affidabile con cui sviluppare il progetto – ha commentato Giovanna Iafrate a margine della manifestazione. Certamente le porte agli investor sono aperte, tutt’ora siamo in trattativa, ma non ho alcuna intenzione di vendere l’idea. Ho avuto altre offerte importanti, specie dal mondo arabo, ciò mi ha fatto capire il potenziale del prodotto e quanto appetibile possa essere. Ma vorrei poter sviluppare il progetto in autonomia, in Italia”.
Ma parliamo un po’ del protagonista vero della vicenda, oggetto delle mire indiane: Cindy. Si tratta di un assistente virtuale con comando vocale, collegato ad un sistema bancario, dal “cuore” software interamente italiano. La soluzione, già presentata a San Josè, centro nevralgico della Silicon Valley, ha riscosso già un grande successo e suscitato molto interesse. A breve verrà presentato anche in Italia e promette di rappresentare una vera e propria rivoluzione in ambito tecnologico-finanziario, nel sistema bancario, nonché nella quotidianità delle persone.

Continua a leggere
[addtoany]

Con lo smartphone si naviga di più, superato il pc

Il sorpasso è avvenuto. Gli italiani navigano da cellulare più di quanto non lo facciano da pc. Sono 15 milioni coloro che si connettono da mobile e restano sul web per 90 minuti, contro i 13 milioni che prediligono il computer e trascorrono su internet mediamente 70 minuti nell’arco di una giornata. Sono questi i dati più significativi emersi dallo studio dell’Osservatorio Mobile Marketing & Service della School of Management del Politecnico di Milano.
Conseguenza di questo cambiamento è anche l’affermazione dello smartphone, l’oggetto per definizione più personale e interattivo, come il principale strumento per lo shopping on-line, e non solo, dato che 3 utenti su 4 lo utilizzano per informarsi dentro e fuori i punti vendita. Tra le attività più frequenti via Mobile prima della scelta del prodotto/servizio: raccolta di informazioni (66%), confronto prezzi (66%), confronto tra alternative (63%), ricerca delle promozioni (56%).
In tale contesto, i vertici aziendali stanno prendendo sempre più consapevolezza che il Mobile sia ormai diventato un punto di contatto fondamentale con la clientela, a cui prestare la massima attenzione in fase di pianificazione delle strategie di marketing e vendita. L’obiettivo deve essere quello di creare un legame affettivo con il brand lungo tutto il processo d’acquisto.
Questa crescente consapevolezza si è già tradotta in maggiori investimenti pubblicitari: durante lo scorso anno il mercato Mobile Advertising è cresciuto del 48% e ha superato i 300 milioni di euro, pari al 15% di tutto l’Internet Advertising. Ma non è sufficiente concepire lo smartphone come un altro schermo attraverso cui convincere il cliente: occorre, come accennato, un’esperienza di marca che fidelizzi il consumatore, facendogli vivere nella maniera migliore il percorso che conduce alla decisione finale. In tal senso le app mobile rivestono un ruolo fondamentale. E compito delle aziende è anche quello di convincere i potenziali acquirenti a scaricarle e utilizzarle al meglio.

Continua a leggere
[addtoany]

L’e-commerce come volano per l’economia del Bel Paese: se ne parla in un incontro a Roma

Amazon, eBay, Google e QVC, e le italiane Banzai, Fratelli Carli e Lovethesign sono solo alcuni dei nomi più noti del mondo delle vendite online che si confronteranno con le Istituzioni italiane sulle potenzialità dell’e-commerce per rilanciare l’economia del Paese. L’incontro è previsto il 19 febbraio a Roma, presso la Camera dei Deputati, ed è promosso da Netcomm (Consorzio del commercio elettronico italiano).
L’e-commerce è ormai diventato un’opzione imprescindibile per le aziende che vogliono sviluppare i propri affari. Ci sono dati molto incoraggianti in tal senso, che mostrano un fatturato complessivo in forte e costante crescita (+20% all’anno negli ultimi anni) e stimato oltre i 13 miliardi di euro per il 2014. Notevole anche l’aumento degli acquirenti online italiani, che sono passati in tre anni da 9 a 16 milioni.
Fortunatamente sta salendo anche l’interesse delle imprese, in particolare del manifatturiero d’alta qualità e della grande distribuzione, che hanno preso coscienza delle grandi potenzialità del digitale in un momento in cui la recessione sta mettendo in discussione i modelli di business e di vendita tradizionali. Nonostante questi elementi inducano all’ottimismo, pesano i ritardi accumulati. E il nostro Paese figura in fondo a quasi tutte le classifiche che pongono l’attenzione sui fattori che rallentano lo sviluppo: le imprese che vendono online sono comunque solo il 4% del totale, l’accesso alla banda larga rimane limitato e la copertura finanziaria per gli investimenti necessari è tutt’altro che scontata.
Tutte le piccole e medie realtà italiane che producono e/o commercializzano le eccellenze del made in Italy avrebbero ancora spazi di mercato straordinari, se sfruttassero fino in fondo la tecnologia e il web. Continuano invece a perdere competitività, mentre le previsioni dicono che nel 2018 le vendite cross country raggiungeranno i 307 miliardi di dollari, coinvolgendo oltre 130 milioni di acquirenti.
Come prepararsi a sfruttare queste opportunità? Qual è lo scenario normativo nazionale e internazionale entro cui ci si muove? Quale può essere il ruolo delle istituzioni per semplificare e sostenere la presenza online delle nostre imprese?
Questi sono solo alcuni dei temi che verranno affrontati durante l’incontro/confronto suddetto. I grandi player del commercio elettronico cercheranno alcune risposte e tenteranno di sensibilizzare maggiormente i decisori pubblici.

 

Continua a leggere
[addtoany]

Quando il coworking diventa “rosa” e sociale

E’ un coworking tutto al femminile di Milano. Ma soprattutto è un modo nuovo di concepire il lavoro. Se le donne lo incontrano nel posto giusto, si possono liberare le energie migliori. Di questo sono certi in Piano C. Così si chiama.
L’iniziativa prende forma a fine 2012, partendo proprio dalla volontà di dare una risposta al disagio femminile di fronte all’attuale mondo del lavoro, che per tanti versi, in Italia più che altrove, continua ad essere inadeguato per le esigenze delle donne e delle famiglie. Il premio come “Miglior Progetto di Innovazione Sociale in Europa” che la Banca Europea degli Investimenti ha dato a Piano C nel novembre 2012 dimostra, se non altro, che il tema è molto sentito in Europa.
Sono tanti i servizi, anche innovativi, messi a punto dagli ideatori del progetto per dare una risposta ad alcuni dei problemi più comuni. Tra quelli più legati alla sfera professionale, citiamo i percorsi volti all’inserimento-reinserimento delle donne nel mondo del lavoro, che prevedono formazione, possibilità di fare network, collegamenti immediati al mondo delle imprese, indicazioni su come acquisire visibilità, focus su identità e aspirazioni. Non mancano, ovviamente, le consulenze dedicate a imprenditrici e libere professioniste, che possono contare su esperti in ogni ambito: fiscale, legale, informatico, ecc. 
Tra i servizi concepiti, invece, per rendere più facile la vita quotidiana delle coworker, consentendogli di sbrigare una serie di faccende o prenotare prestazioni professionali senza muoversi dalla propria postazione, ce ne sono di originali: si va dal “marito di scorta” per tutti i lavoretti di manutenzione che la casa richiede al “personal wardrobe”, cioè una consulente con il compito di far riscoprire il bello di vestirsi ogni mattina semplicemente con quello che si ha nell’armadio, senza desiderare altro. Sono previste anche tutta una serie facilitazioni, costruite attraverso convenzioni stipulate da Piano C con diverse attività commerciali, per chi vuol fare la spesa on-line, ad esempio, oppure servirsi della lavanderia o della sartoria a domicilio, a condizioni favorevoli. E ultimo, ma non ultimo, il Cobaby, che può essere considerato il perno dell’intera offerta. Le mamme lavorano, mentre i bimbi fanno cose da bimbi in una sala attrezzata per loro, seguiti da professioniste esperte e qualificate. Quando arriva l’ora, si torna a casa insieme.
Insomma, Piano C ha messo a punto un’offerta ricca e ben articolata, “amica” delle donne e del lavoro, e dunque anche degli uomini. Lo scopo è uno solo: dimostrare che un nuovo modo di lavorare è davvero possibile e che la felicità e la produttività non sono un gioco a somma zero.

Continua a leggere
[addtoany]

Con l’Expo alle porte le startup puntano sul food&beverage

E’noto a tutti ormai. Il cibo sarà il tema centrale di Expo 2015. L’esposizione Universale che l’Italia ospiterà a Milano, dal primo maggio al 31 ottobre 2015, rappresenterà infatti il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione.
E’ certamente così che si spiega il proliferare di nuove imprese, anche in ambito “tech”, che hanno in comune un’idea di business legata in qualche modo al food&beverage. Si tratta di un vero e proprio “effetto Expo”.
Sono nate startup che propongono kit con gli ingredienti delle ricette tipiche italiane, portali che coniugano e-commerce e social network per portare online i piccoli produttori. Ci sono app che permettono di prenotare il proprio menu preferito al ristorante e di trovarlo pronto per l’ora stabilita. Senza dimenticare la molecola che riproduce le caratteristiche sensoriali di vini e cocktail nelle bevande non alcoliche. E poi citiamo Ufuud, NewGusto, iDinner, 3Wine e Cortilia, che sono solo alcune delle società nate in questi anni con l’intento di rivedere il modo di fare la spesa, ponendo l’accento sulla qualità. Il panorama, come si vede, è molto vario. Le idee non mancano davvero.
D’altronde, l’occasione è troppo ghiotta per queste nuove realtà imprenditoriali. Farsi conoscere e acquisire conoscenze in un colpo solo. La grande manifestazione sarà l’occasione di un confronto di idee e soluzioni condivise sul tema dell’alimentazione, stimolerà la creatività dei Paesi e promuoverà le innovazioni per un futuro sostenibile. I neo-imprenditori italiani vogliono farsi trovare pronti.

Continua a leggere
[addtoany]

DaoCampus si congratula: Sara Tinghi di DaoNews tra le imprenditrici “tech” più brillanti!

saraSara Tinghi, co-founder di DaoNews, è tra le 86 imprenditrici italiane dell’innovazione da seguire con più attenzione. E’ infatti stata inserita, insieme alle sue colleghe, nella lista stilata da Girls in Tech Italy, spin-off della rete globale fondata nel 2007 da Adriana Gascoigne, che conta oltre 17 mila attivisti in tutti il mondo e punta a valorizzare il ruolo delle donne nel settore della tecnologia.
Grazie alle capacità e alla lungimiranza di Sara e a quelle di tutto il team, la startup DaoNews si sta affermando come una delle realtà più innovative ed interessanti nel panorama dell’editoria digitale italiana e non solo.
DaoCampus, partner di DaoNews, si complimenta con tutta la squadra, augurandole nuovi e ancor più importanti riconoscimenti. Ad maiora…

Continua a leggere
[addtoany]

Febbraio in DaoCampus: opportunità per studenti e neolaureati

Prezzi convenientissimi a febbraio in DaoCampus, l’incubatore di startup e spazio di co-working a due passi dal centro di Pisa. Se sei uno studente con in testa un’idea d’impresa, o anche solo un sogno. Se sei vicino alla laurea e cominci a pensare alla tua professione. Se ti piace il web e vuoi conoscere esperti del settore. Se sei semplicemente curioso. Approfittane!

Continua a leggere
[addtoany]

Flussi di lavoratori extra UE anche per avviare una startup innovativa

L’INPS, con il Messaggio n. 380/2015 ha fornito istruzioni operative in merito alle modalità di presentazione delle domande di nulla osta in favore di cittadini stranieri extra UE che intendono entrare in Italia per motivi di lavoro subordinato, non stagionale, e di lavoro autonomo, anche per avviare una startup innovativa.
Il Messaggio INPS fa seguito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 300/2014 del DPCM 11/12/2014 che ha fissato in 17.850 quote i flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari per l’anno 2014, di cui 2.000 per Expo2015.
Tale decreto concede la possibilità ai cittadini stranieri di entrare in Italia oppure di richiedere la conversione del permesso di soggiorno di cui risultano già titolari anche ai fini della costituzione di una startup innovativa. In questo caso, lo straniero dovrà: presentare richiesta al comitato tecnico Italia Startup Visa di nulla osta, secondo le indicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, d’intesa con Il Ministero degli Affari Esteri (allegate alla circolare 7172); esibire allo Sportello Unico per l’Immigrazione la certificazione di nulla osta rilasciata dal comitato.
Quest’ultimo, spiega il Messaggio INPS: “Nel caso di conversione, non dovrà richiedere alla questura il nulla osta provvisorio in quanto gli accertamenti di competenza verranno effettuati dall’Ufficio Immigrazione nel corso dell’istruttoria preliminare all’emissione del corrispondente permesso di soggiorno”.
Le domande di nulla osta possono essere inoltrate esclusivamente in maniera telematica attraverso il sito del Ministero dell’Interno, fino al termine di otto mesi dalla data di pubblicazione del DPCM sulla Gazzetta Ufficiale (29 novembre 2014).

Continua a leggere
[addtoany]

Idee innovative per la riduzione dello spreco alimentare: un bando a Como

Arriva un bando per la costituzione di startup con idee innovative che vadano nella direzione della riduzione degli sprechi alimentari.
L’associazione Tecnologica SiFooD (Science&Innovation Food District) e ComoNExT intendono dar vita, attraverso il bando, a un vero e proprio scouting di buone idee, rivolgendosi agli aspiranti imprenditori e le microimprese o PMI già attive da non oltre 18 mesi (alla data di presentazione della domanda), che possono partecipare proponendo soluzioni che vanno dallo sviluppo di prodotti alla creazione di servizi, purché presentino caratteristiche di novità rispetto a quanto il mercato offre attualmente, utilizzino magari nuove tecnologie e rappresentino un passo avanti, in termini qualitativi e di efficienza, per i processi produttivi o ne creino di nuovi, con prestazioni migliori (innovazione di processo).
Il bando prevede la selezione di quattro vincitori che potranno accedere al percorso di incubazione, ciascuno dei quali avrà a disposizione un voucher del valore massimo di Euro 30.000 + IVA spendibile nei 18 mesi di incubazione presso ComoNExT e servizi offerti a titolo gratuito dalla rete di Associati SiFooD (servizi di laboratorio e sperimentazione ed affiancamento anche presso le proprie sedi) in accordo alle esigenze dei singoli progetti selezionati. Il bando chiuderà il 30 gennaio 2015. Tutte informazioni sono reperibili sul sito www.comonext.it.

Continua a leggere
[addtoany]

Arriva la piattaforma per la vendita online di opere di artisti italiani emergenti

Si aprirà a giorni a Bologna (22-25 gennaio) la terza edizione di SetUp Art Fair, la fiera indipendente di arte contemporanea. E sarà l’occasione per la presentazione ufficiale di Planitars, l’innovativa piattaforma per la vendita online di opere di artisti emergenti italiani.
Il 23 gennaio, dalle 20 alle 21 nell’area editoria della fiera, si svolgerà infatti il talk tenuto da Francesca Bonan, fondatrice di Planitars, Niccolò Bonechi e Chiara Canali, curatori e critici d’arte, e Nicola Maggi, giornalista.
Dalla stessa data sarà possibile visitare il sito www.planitars.com in modalità aperta, navigando tra le circa trecento opere realizzate da più di quarantacinque artisti selezionati attraverso una call lanciata a novembre.
Aumentare la visibilità per l’arte emergente italiana, rendere il mercato dell’arte più aperto e meno elitario, sfruttando la forza del web: sono questi gli obiettivi principali di Planitars. La selezione degli artisti è avvenuta sulla base di curriculum e opere, un riguardo particolare è stato rivolto ai talenti più giovani, con possibilità di rivalutazione. L’età media è 34 anni, mentre i prezzi oscillano tra i 200 e i 5.000 euro. Le opere appartengono a tutte le discipline: pittura, scultura, fotografia e tecniche miste.
Attenzione all’arte, dunque, ma anche al mercato. I prossimi passi del progetto saranno l’invito ai curatori a creare collezioni online e ovviamente la ricerca continua di talenti in erba.

[Nell’immagine, Coke for me please, Carlo Alberto Rastelli, tecnica mista su tela]

Continua a leggere