AuthorFabio Carlini

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Arriva dalla svizzera Doityo, la mobile community che ti aiuta a trovare lavoro

Si chiama Doityo l’app svizzera che mette in contatto domanda e offerta di lavoro tra persone che abitano nella stessa area geografica. Referenze e punteggi pubblicati online alla fine della prestazione, sia per i datori di lavoro che per i lavoratori.
La nuova piattaforma mobile, tramite il servizio di geolocalizzazione, mette in relazione datori di lavoro e coloro che cercano un’occupazione, con l’obiettivo di incrementare lo scambio, sviluppare sempre di più la micro-imprenditorialità individuale e un mercato del lavoro “2.0”, in cui le parti dialogano direttamente, in modo da generare opportunità concrete e immediate e garantire così maggior autonomia e continuità lavorativa.
Il progetto, sviluppato in quattro lingue (italiano, inglese, francese, tedesco) e nato da un’idea di Davide Alfano, imprenditore edile ticinese con il pallino per il digitale, è animato da tre principi: creare nella propria comunità un network spontaneo tra domanda e offerta, sviluppare le proprie capacità professionali e promuovere l’iniziativa personale. Ci racconta: “Non si tratta di una classica bacheca di annunci di lavoro ma di un mezzo per visualizzare chi si rende disponibile a svolgere un determinato tipo di lavoro nel proprio quartiere di residenza, con notevoli vantaggi sia per il datore di lavoro che per i lavoratori in termini di velocità, immediatezza, semplicità del recruitment e sviluppo dell’economia del territorio. L’obiettivo è quello di creare una sorta di condivisione solidale del lavoro, basata sullo scambio e una maggiore redistribuzione della ricchezza”.
La vera novità dell’applicazione risiede nel servizio di geolocalizzazione che, se attivato dagli utenti iscritti, consente di segnalare a chi offre lavoro solo i candidati che si trovano all’interno del raggio che ha selezionato, e quindi a distanza di pochi chilometri o addirittura metri. In occasione di Expo 2015, Doityo ha anche stretto una partnership con Extra Milano, il nuovo canale di comunicazione internazionale multilingue pensato per i visitatori dell’esposizione. Oltre alle notizie di aziende, investitori, ambasciate e consolati, gli utenti potranno interagire con la community di Doityo per creare sinergie lavorative temporanee sul territorio.
Attraverso la app Doityo, scaricabile gratuitamente dall’App Store e da Google Play sul proprio smartphone, è possibile trovare offerte di lavoro nelle seguenti categorie e profili: lavori domestici e socio-sanitari, tecnologia, catering ed eventi, lezioni private, sport, giardinaggio, idraulica, elettricista, imbianchino, benessere ed estetica, consegne e trasporti, traslochi, segretariato, ufficio e amministrazione.
Il sistema consente, inoltre, di specificare, da parte del datore di lavoro, le capacità richieste per la singola attività, per consentire la visualizzazione soltanto di quei candidati con le caratteristiche richieste, i quali, a loro volta, attraverso una chat, potranno successivamente accordarsi con l’offerente per le modalità e le tempistiche di svolgimento del lavoro. Infine, al termine del rapporto di lavoro, come accennato sopra, è possibile inserire una valutazione con referenze e punteggi con lo scopo di creare una rete tra i profili iscritti e aumentare la fiducia reciproca tra gli utenti.

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Call di StartUp Initiative per progetti in ambito food tech: scade il 31 maggio, affrettatevi!

Call di Star­tUp Ini­tia­ti­ve di Intesa Sanpaolo, in­di­riz­za­ta a star­tup Food Tech, in scadenza il 31 maggio. I progetti ammessi al per­cor­so di ac­ce­le­ra­zio­ne avran­no l’op­por­tu­ni­tà di es­se­re pro­ta­go­ni­ste dei Food Tech Open In­no­va­tion Day, ospi­ta­ti nel sug­ge­sti­vo spa­zio di “The Wa­ter­sto­ne”, il Pa­di­glio­ne di In­te­sa San­pao­lo in EXPO Mi­la­no 2015.

L’o­biet­ti­vo della call è la se­le­zio­ne di pro­get­ti in fase di star­tup af­fe­ren­ti ai se­guen­ti am­bi­ti ap­pli­ca­ti­vi:

  • SA­FE­TY & SE­CU­RI­TY (Dia­gno­stics, Qua­li­ty, Pre­ser­va­ti­ves & Ad­di­ti­ves, Tra­cea­bi­li­ty, In­no­va­ti­ve Ac­ti­ve Pac­ka­ging, …)
  • WINE (Vi­ti­cul­tu­re, Cha­rac­te­ri­za­tion of Soil, Dro­nes, Har­ve­sting & De­stem­ming, Pre­ser­va­ti­ves & Ad­di­ti­ves, Yeasts & Fer­men­ta­tion, Pre­ser­va­ti­ves, Mar­ke­ting, Sales,…)

Il per­cor­so:

  • Boot Camp for En­tre­pre­neurs, due gior­na­te gra­tui­te di in­ve­stor rea­di­ness coa­ching a cura degli angel in­ve­stor ca­li­for­nia­ni di IN­cu­be s.r.l.
  • Coa­ching 1:1, ses­sio­ne gra­tui­ta, di per­so­na o da re­mo­to, per ren­de­re più ef­fi­ca­ce il pitch
  • Deal Li­ne-Up, gior­na­ta di se­le­zio­ne da parte di un panel di esper­ti di set­to­re delle star­tup da am­met­te­re ai ‘Food­Te­ch Open In­no­va­tion Day’.

Il ca­len­da­rio degli ap­pun­ta­men­ti:

  • Boot Camp (To­ri­no) 20-21 giu­gno
  • Deal Li­ne-Up (Mi­la­no) 30 giu­gno
  • Arene fi­na­li – Food Tech In­no­va­tion Day @ EXPO (Pa­di­glio­ne In­te­sa San­pao­lo, “The Wa­ter­sto­ne”)
    • Sa­fe­ty & Se­cu­ri­ty – 9 lu­glio (TBC)
    • Wine – 15 ot­to­bre (TBC)

Per can­di­dar­si al pro­gram­ma è suf­fi­cien­te com­pi­la­re que­sto form, ca­ri­can­do il Bu­si­ness Plan o l’E­xe­cu­ti­ve Sum­ma­ry del pro­prio pro­get­to op­pu­re in­vian­do la do­cu­men­ta­zio­ne a star­tu­p@​in­te­sa­san­pao­lo.​com.

Il ter­mi­ne per la pre­sen­ta­zio­ne delle can­di­da­tu­re – lo ricordiamo – è do­me­ni­ca 31 mag­gio 2015.

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Certificare e dare valore legale alle foto digitali scattate con il cellulare? Ci pensa un’app

OwnClick è la prima app a rendere possibile la certificazione con valore legale (data certa) delle fotografie digitali scattate con il cellulare. Un servizio utile per prove giudiziarie, abusi edilizi, illeciti in luoghi aperti o in condomini, incidenti stradali, stato avanzamento lavori, ecc.
La data, l’ora e la geolocalizzazione precisa degli scatti consente istantaneamente e gratuitamente di dare valore legale alle foto. Inoltre, è possibile ricercare ed acquistare altre foto data-certificate (o data-certate) di altri utenti per scaricarle congiuntamente al certificato che garantisce il momento dello scatto, mettendo a disposizione così un archivio universale di natura probatoria, a portata di click.
Da pochi giorni su Apple Store e a brevissimo su Android, Ownclick ha già ottenuto uno straordinario riscontro. L’idea è venuta a DataByblos, l’azienda che già consente di tutelare il diritto di autore di una composizione letteraria o musicale attraverso il rilascio istantaneo di un certificato con valore legale.
Per approfondire la conoscenza dell’azienda e di chi la anima e per prendere confidenza con questa rivoluzonaria app, si possono visitare i relativi siti: www.databyblos.com e www.ownclick.net. Per scaricare direttamente l’app, invece, c’è l’Apple Store: https://itunes.apple.com/us/app/ownclick/id975559720.

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I compiti a casa? Un adolescente su quattro li svolge su internet

Il 34% dei ragazzi produce e si scambia video e immagini su Whatsapp e Instagram, il 43% di quelli tra i 13 e i 16 anni svolge i propri compiti a casa online. Il 38% dei giovani italiani accedono ad internet con il proprio smartphone. Sono questi i risultati principali della ricerca Net Children Go Mobile.
Ma se il messaging su Whatsapp e le condivisioni sui social non rappresentano una novità, più inedita è la tendenza crescente a svolgere i compiti online. Internet insomma è una risorsa sempre più utilizzata anche nello svolgimento delle attività scolastiche casalinghe. La percentuale dei ragazzi che quotidianamente accedono al web per lo studio è infatti più che triplicata, passando dal 10% nel 2010 al 34% nel 2014.
Inoltre, i dati rivelano che la percentuale dei giovani tra i 9 e i 12 anni che possiede uno smartphone e che svolge i compiti online è il 27%, il doppio rispetto a quelli che non utilizzano lo smartphone, che si riduce a un 13%. La percentuale degli studenti delle scuole secondarie superiori (13-16 anni) che utilizzano la rete per svolgere i compiti raggiunge il 43%.
A scuola, invece, solo un ragazzo su quattro afferma di usare internet almeno una volta alla settimana. La forma più comune per gestire l’utilizzo di internet da parte della scuola è la mediazione restrittiva, vale a dire stabilire le regole su cosa si può fare su internet all’interno dell’ambiente scolastico. L’utilizzo dello smartphone è generalmente proibito, ma alcuni istituti stanno iniziando ad introdurre l’uso dei device nelle attività didattiche.
Ma i giovani italiani mostrano anche una maggiore moderazione nell’uso dello smartphone rispetto ai pari età europei: la percentuale di giovani italiani che hanno sperimentato almeno due forme di uso eccessivo di internet è pari all’11%, al di sotto della media europea che, invece, è pari al 21%. Tuttavia che iI 50% dei ragazzi italiani afferma di aver provato “molto” o “abbastanza spesso” una forma di uso eccessivo dello smartphone, sviluppando così un forte bisogno di controllare il telefono per vedere se ci sono nuovi messaggi, o un senso di disagio quando non in condizione di controllare il telefono.
La ricerca Net Children Go Mobile è stata finanziata dal Safer Internet Programme della Commissione Europea e pubblicata dall’OssCom di Università Cattolica.

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Arriva Junker, l’eco-app che fa la differenz(iat)a

Ecco Junker, l’app interattiva per riconoscere i rifiuti domestici. Ora è più facile abbassare la quota di indifferenziata. Gettare i rifiuti nel cassonetto giusto non è più un problema. E gli amministratori hanno la possibilità di comunicare ai cittadini il calendario del porta a porta, diramare info ambientali urgenti, chiarire istantaneamente dubbi sullo smaltimento di specifici materiali, fornire la mappa dei punti di raccolta, ecc. Il tutto sulla piattaforma Junker (www.junkerlife.com), la quale è semplicemente utile. Che poi è quello che si richiede ad un’app.
Per averla, basta scaricarla gratuitamente da Google Play per tutti gli smartphone e tablet Android, a questo indirizzo: https://play.google.com/store/apps/details?id=it.giunko.junker.
Ma come funziona? La tecnologia Junker legge il codice a barre dell’etichetta del prodotto di cui bisogna disfarsi, lo riconosce, lo scompone nei materiali che lo costituiscono e indica come va smaltito nel Comune specifico. Zero dubbi, insomma. Basta sanzioni. E l’ambiente ringrazia.
E se il prodotto non è riconosciuto? E’ difficile, visto che ne riconosce 400mila, ma può succedere su prodotti nuovi o regionali; in questo caso è possibile fotografare il prodotto e con un clic mandarlo a Junker, che lo censisce, lo scompone e ti avvisa in tempo reale. La domanda risolverà tutte le ricerche future per quel prodotto e darà un servizio ai concittadini. Junker, infatti, si avvale anche del crowdsourcing per migliorare continuamente il servizio. In qeusto è perfettamente in linea con le linee guida delle Smart Cities.

L’app è stata ideata e creata da una startup bolognese, vincitrice del premio Innovami nel 2013, formata da giovani ingegneri informatici provenienti da UNIBO.

Ecco video che spiega come funziona: http://youtu.be/0i8h8I6Q4Ds

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Premio Gaetano Marzotto: in palio 1 milione di euro per le startup dell’editoria

Il Salone del Libro, in corso a Torino in questi giorni, per il secondo anno, dedica l’area “Book to the Future” all’innovazione e alle startup dell’editoria. E il Premio Gaetano Marzotto coglie l’occasione per rinnovare l’invito alla competizione, il cui montepremi ammonta a oltre 1 milione di euro. Per partecipare è necessario presentare il proprio progetto tramite la piattaforma disponibile sul sito http://partecipa.premiogaetanomarzotto.it/ entro e non oltre il 23 giugno 2015.
Secondo i dati dell’Osservatorio Startup Hitech del Politecnico di Milano, il settore editoriale e il legame con le startup in Italia è fervido e assiste ad alcuni successi in termini di funding. È stimato in oltre 8 milioni di euro il totale di finanziamenti investiti da Venture Capitalist istituzionali in startup nell’ambito editoria digitale durante gli ultimi tre anni. Tra queste, ad esempio, 20lin.es che dal 2012 ha raccolto 1.280.000 euro da H-Farm, Club Italia Investimenti 2, SiamoSoci e United Ventures. Citynews ha colpito con il suo impegno civico, raccogliendo dal 2013 un totale di 4.250.000 euro.
Il premio dedicato a Gaetano Marzotto, promosso e ideato da Associazione Progetto Marzotto, esiste da 10 anni. Nasce per creare, insieme ad una serie di altre iniziative, un nuovo tessuto sociale (www.progettomarzotto.org). L’obiettivo è individuare e promuovere lo sviluppo di nuove idee imprenditoriali, in grado di rispondere a criteri di sostenibilità economico-finanziaria e generare al tempo stesso benefici concreti per il territorio italiano, in primis occupazionali.
L’edizione di quest’anno si apre all’insegna della parola d’ordine open innovation, con l’ingresso di nuovi partner industriali che intendono sostenere le nuove imprese innovative italiane.
La competizione è aperta a persone fisiche, team di progetto, imprese startup, imprese già costituite, cooperative e associazioni. I progetti imprenditoriali devono avere l’Italia come sede legale e base di sviluppo. La ricaduta economica e sociale di quest’ultimi deve avvenire principalmente nel territorio italiano e deve  generare esiti positivi, in primis occupazionali. Le idee proposte devono essere originali, innovative e attuabili, finanziariamente sostenibili e in grado di generare ritorni economici e avere un impatto sociale positivo sul territorio italiano.

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Facebook e gli articoli di giornale: è nata la piattaforma Istant Articles

Ora c’è anche la piattaforma. Si chiama Istant Articles. Nativa Facebook, serve appunto per la pubblicazione di contenuti giornalistici direttamente sul social. A darne l’annuncio Michael Reckhow, Product Manager, sul blog ufficiale dell’azienda, dove spiega i vantaggi della novità: non più lunghe attese (fino ad 8 secondi) per l’apertura di una pagina o di una fotografia, la notizia si legge in tempo reale, la barriera tecnologica del dover saltare da una piattaforma all’altra non esiste più.
Gli editori potranno posizionare all’interno dei propri articoli avvisi pubblicitari e banner, con la prospettiva di aumentare gli introiti pubblicitari in virtù della vasta audience di Facebook. “Per il lancio di Instant Articles, stiamo lavorando con 9 partners: The New York Times, National Geographic, BuzzFeed, NBC, The Atlantic, The Guardian, BBC News, Spiegel and Bild” comunica il manager del social media.
Mark Thompson, Presidente e CEO del New York Times, ha detto: “Il New York Times ha già una significativa e crescente audience su Facebook. Partecipiamo al programma Instant Articles per far crescere il nostro pubblico di Facebook, migliorare la sua esperienza nel leggere il nostro giornalismo, ed accrescere il suo coinvolgimento. Abbiamo una lunga tradizione nell’andare lì dove i nostri lettori sono e questo significa non essere solo sul nostro sito ma nelle piattaforme social frequentate da molti attuali e potenziali lettori del nostro giornale”.

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Wayonara.com: è sardo il primo progetto di travel social commerce

Acquistare un viaggio, scegliere un itinerario, dopo aver tratto informazioni e ispirazione dalle esperienze altrui: questo, in estrema sintesi, offre Wayonara.com, il primo travel social commerce ideato dalla startup sarda Nextop Italia.
Un viaggio inizia ben prima della partenza, e dall’idea alla pianificazione ci sono molte azioni che un utente compie senza avere a disposizione uno strumento che già in queste fasi permetta di raccogliere tutte queste informazioni e renderle disponibili ad amici e alla comunità.
Tutte le fasi che precedono e seguono sia la vacanza che il viaggio in senso stretto sono poi concepite sempre di più come un’esperienza da condividere sia al momento della preparazione/prenotazione, che in seguito come reportage di viaggio.
Da queste considerazioni prende spunto l’idea: riunire all’interno di un’unica piattaforma anche i post che i viaggiatori normalmente condividono in maniera slegata sui vari social e farli diventare dei veri e propri contenuti esperienziali da condividere con la community e da prenotare; non solo foto e video di luoghi, hotel e trasporti ma anche articoli e recensioni che connotano e completano l’esperienza.
Ogni elemento del viaggio e dell’itinerario potrà essere arricchito da ulteriori informazioni fornite dall’utente, spesso non disponibili o facilmente reperibili, come percorsi adatti a famiglie con bambini piccoli, cani, assistenze speciali, bikers, etc. Ogni tipologia di viaggiatore avrà a disposizione il suo spazio da condividere con altri viaggiatori accomunati dallo stesso interesse. Il sistema crea dinamicamente – e permette di condividere e prenotare – l’itinerario in qualsiasi fase della pianificazione: prima, durante e dopo.
Wayonara, coprendo tutte le fasi del viaggio dalla sua ideazione al resoconto, si pone sia come uno strumento di turismo collaborativo che come una vera e propria repository delle esperienze di viaggio, una memoria storica che diventa però replicabile e rivivibile anche da altri utenti che possono così riprenotare gli stessi itinerari o solo singoli elementi di essi.
Il sistema basa il suo cuore tecnologico su una delle prime intermodal selling platform al mondo, il cosiddetto TravelBuilder®, un’avveneristica tecnologia proprietaria e patent pending che permette di costruire itinerari di viaggio multimodali (dal taxi al volo) anche tenendo conto di mezzi di trasporto soggetti a disponibilità – con prenotazione di posti a sedere obbligatoria – e prezzi variabili in tempo reale.
Per il completamento e il lancio del progetto, previsto per la fine 2015, la startup che opera nel Parco Tecnologico di Sardegna Ricerche, ha avviato il fundraising per la ricerca di business angels e partner industriali nazionali o internazionali.

[Nella foto sopra, i founders di Wayonara davanti alla sede operativa di Nextop presso Tiscali OpenCampus a Cagliari: da sinistra Christiane Bojer, Salvatore Baldinu e Carlo Oppo]

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ComoNExt: un convegno per parlare di strategie e progetti per le città del futuro

“La città del futuro. Strategie e progetti per imprese e pubbliche amministrazioni”: è questo il titolo del convegno che si terrà mercoledì 20 Maggio, alle ore 17.15, a Lomazzo (CO). A ospitarlo sarà il Parco Scientifico e Tecnologico ComoNExT, che è anche organizzatore dell’evento in collaborazione con Urbano Creativo, start-up che affianca le Amministrazioni Locali e le aziende private nella trasformazione della città attraverso tecnologie e prodotti ICT.
Il convegno ha l’obiettivo di approfondire la tematica della Smart City e dei progetti ad essa correlati, evidenziando anche la ricaduta che possano avere sul territorio e sugli enti che lo popolano. Durante l’incontro verranno presentate linee guida e casi pratici relativi alla creazione ed implementazione di progetti dai riscontri positivi e concreti per imprese e pubbliche amministrazioni.
I relatori saranno Scuola Enrico Mattei – ENI, Microsoft, Fondazione Politecnico di Milano ed Urbano Creativo. Il tema sarà introdotto in modo essenziale e rigoroso, affinché l’incontro possa essere utile sia per gli esperti che per i neofiti della tematica.
Il convegno è gratuito e aperto a tutti. Per partecipare basta inviare una conferma a segreteria@comonext.it, entro il prossimo venerdì 15 maggio 2015.

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Indagine Osservatorio GeCo PoliMi: i 10 sprechi più frequenti nei processi d’innovazione aziendale

La globalizzazione dei mercati impone alle aziende italiane di mettersi al passo, e di farlo in maniera efficiente. Ciò significa gestire al meglio i processi di innovazione, sviluppo e progettazione. Gli ostacoli non sono pochi.
Nella graduatoria degli sprechi più comuni, le modifiche dovute a cambiamenti di priorità conquistato il primo posto; al secondo, la mancanza di attività che consentano ai neoassunti di allinearsi; al terzo, l’aver creato progetti su dati che si sono rivelati non corretti o incompleti. L’inefficienza ritenuta più inevitabile è proprio la scoperta dei dati errati, mentre quello cui è più facile porre rimedio, secondo le aziende, è l’assenza di firme e autorizzazioni. Quattro modelli di innovazione possono però venire in aiuto per fronteggiare i problemi.
Dall’indagine dell’Osservatorio GeCo (Gestione dei Processi Collaborativi di Progettazione) della School of Management del Politecnico di Milano vien fuori che: “Il 91% delle realtà intervistate riscontra spesso o talvolta una perdita di tempo nelle modifiche ai progetti dovute ai cambiamenti nelle priorità, l’83% riscontrano assenza di strumenti per far recuperare la conoscenza pregressa ai nuovi assunti e il 78% si ritrova a dover rifare i progetti dopo aver riscontrato inesattezze nei dati di partenza” afferma Monica Rossi, Responsabile della Ricerca. “Le conseguenze? Per il 95% delle imprese intervistate sono le troppe e continue richieste di modifica, per l’88% il sovraccarico dei progettisti e per il 72% lo sforamento dei costi dei progetti”.
La ricerca ha preso in analisi un campione rappresentativo del panorama industriale italiano, costituito da circa 400 imprese di 4 macro-settori industriali: Meccanica, Componentistica e Impiantistica, Elettrica ed Elettrodomestici, Elettronica e Telecomunicazioni, Altri settori come Chimica, Alimentare, Tessile e Moda.
Scorrendo la classifica, troviamo appena fuori dal podio lo spreco del tempo passato a inserire informazioni del progetto in più sistemi informativi, transcodificando manualmente dati e codici: è stato riscontrato dal 72% delle aziende. Chiude la top 5, con un riscontro del 70% tra gli intervistati, lo spreco di risorse derivante dalla sovra-progettazione di prodotto, con conseguente crescita dei costi di sviluppo.
E mentre il 67% delle aziende si ritrova spesso o talvolta ad aver immesso nel mercato prodotti difettosi che necessitano di ulteriori interventi di riparazione, il 59% riscontra due diversi sprechi: la realizzazione di progetti che non arrivano sul mercato e la necessità di rifare progetti già sviluppati, ma dei quali non è stata recuperata la conoscenza pregressa.
Chiudono la top 10, lo spreco di conoscenza legato all’avere progettato, nel prodotto, funzionalità non richieste dal mercato (riscontrato dal 55% delle aziende) e lo spreco di tempo derivante dalla mancanza di firme o autorizzazione dei responsabili che fanno “da tappo” (rilevato dal 46% delle realtà esaminate).
Tra i modelli che potrebbero aiutare le aziende a ridurre gli sprechi, GeCo ha identificato 4 modelli di innovazione già avviati dalle realtà analizzate e a cui ogni azienda può ispirarsi.
“Il modello di progettazione orientata al cliente consente di essere competitivi nei costi e nelle tempistiche e maggiormente orientati alla customizzazione, con tempestività, puntualità e qualità al di sopra dei propri competitor” afferma Monica Rossi. “Un secondo modello emerso è quello basato su un approccio formale e pianificato alla creazione, con rilevazioni di performance e un aggiornamento costante scritto dei progetti: consente risparmi di costi e tempi e una flessibilità nei progetti, permettendo di avvantaggiarsi sui competitor dal punto di visto dell’innovatività”.
Aggiunge Sergio Terzi: “Il modello basato sulla progettazione collaborativa, ovvero sull’esplorazione simultanea di diverse alternative progettuali, permette di essere competitivi in flessibilità e costi e di essere superiori ai diretti competitor soprattutto nella tempestività e nella puntualità oltre che nella qualità. Infine, il modello dell’innovazione sostenibile, basato sulla sostenibilità e l’innovazione dei prodotti attraverso l’attenzione alla logistica e alla seconda parte del ciclo di vita del prodotto, permette di essere competitivi nella differenziazione dei prodotti, ottenendo un vantaggio sui competitor per quanto concerne la qualità e la varietà dei prodotti stessi.”
Concluce Monica Rossi: “Abbiamo così voluto offrire alle aziende una variegata visione dei modelli adottabili. Ogni impresa è così nella potenziale condizione di creare la propria ricetta di innovazione, combinando ingredienti comuni in modo originale.”

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